Mail da un lettore #2

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Ho ricevuto questa mail da un lettore. L’ho ringraziato e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla, omettendo il suo nome:

«Buongiorno Davide,
le scrivo per confessarle una colpa: da lettore “vorace” (è una definzione che ha senso?) non avevo ancora letto niente di suo. Male. Oggi mi sono imbattuto nell’incipit del suo ultimo lavoro, Stati di Grazia. Pura folgorazione! E’ chiaro che adesso vado subito in libreria a cercarlo, così come cercherò il libro di debutto (e che è stato letto e premiato e quindi la mia colpa cresce). Che dire? Leggere incipit di questo tipo mi permette di creare nuove connessioni o rinforarne alcune vecchie. Leggerò avidamente il suo lavoro, con quella felicità e trepidazione che si hanno di fronte a cose belle. Spero di poerle scrivere presto per raccontarle come le sue storie abitano altri corpi. Grazie, un caro saluto».

Due appuntamenti: Fahrenheit Radio3 e Libri Come

Oggi, lunedì 10 marzo, sono ospite di Loredana Lipperini a Fahrenheit, su Radio3. Alle 17.30. Si parlerà di Stati di grazia (il Saggiatore), il libro che – e questo è il secondo appuntamento – presento sabato 15 marzo alle 20 nell’ambito di Libri Come, Garage, Officina 1, insieme a Paolo Di Paolo. Qui il podcast della trasmissione (11.3.2014).

Con Loredana Lipperini durante la trasmissione (foto Redazione social Radio3)
Con Loredana Lipperini durante la trasmissione (foto Redazione social Radio3)

Un gioco sinestesico su «Ho un libro in testa»

«Il mondo è una lotta senza fine tra una memoria e un’altra memoria che le si oppone» (Murakami Haruki).

È stata una contrannaturale digestione di vita. Succede secondo natura che si evacui lo scarto, la materia schifosa non nutriente. A me è capitato (di tentare) l’opposto. Ho incontrato gli sfridi e ho ipotizzato: posso aggiustarvi, pulirvi, rimettervi al mondo? Voglio digerirvi spiritualmente; disobbedire alla masticazione, allo stomaco, all’intestino. Voglio che rinasciate, rinascere assieme. Non credo in Dio, eppure vi pesco: memorie, aborti, libri bislacchi, brandelli, una ragazza ferita, un bambino che muore, un maestro che non insegna, una moglie che non ama, un’operaia emigrante poeta, un bracciante, la bellezza di una donna Quechua e di un monte in Sicilia, una miniera, una piantagione, un tipografo con l’inchiostro negli occhi, un elastico di viaggi tra Sicilia, Argentina e la mia città di nascita e vita – Roma.

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