E.M. Forster: perché smisi di scrivere romanzi

A 45 anni Forster smise di scrivere romanzi, e trascorse i successivi 46 anni della sua vita occupandosi d’altro (saggistica, biografie, giornalismo). In questo stralcio di un’intervista alla BBC (1958), segnalato da Open Culture, l’autore di Passaggio in India e Casa Howard spiega il motivo.

“Penso che uno dei motivi per cui ho smesso di scrivere romanzi (…) è che l’aspetto sociale del mondo è cambiato così tanto. Ero abituato a scrivere del vecchio mondo scomparso, con le sue case e la sua vita familiare e la sua pace relativa. Tutto questo è andato. E anche se posso riflettere al riguardo, non posso scriverne in forma narrativa.”

Premio Zerilli-Marimò


Dalla pagina cultura di Repubblica, 31 luglio 2012

«Sono stati scelti i candidati al premio “Zerilli-Marimò City of Rome 2012”, che dal 1998 valorizza la letteratura italiana in America grazie alla collaborazione tra le istituzioni culturali di New York e la Casa delle Letterature di Roma. In corsa Marta Baiocchi (Cento micron, minimum fax); Chiara Gamberale (Le luci nelle case degli altri, Mondadori); Nicola Gardini (Le parole perdute di Amelia Lynd, Feltrinelli); Simone Lenzi (La generazione, Dalai); Marco Malvaldi (La carta più alta, Sellerio); Marco Missiroli (Il senso dell’elefante, Guanda); Davide Orecchio (Città distrutte, Gaffi); Walter Siti (Resistere non serve a niente, Rizzoli); Paola Soriga (Dove finisce Roma, Einaudi) e Pierpaolo Vettori (Le sorelle Soffici, Elliot). La cerimonia di premiazione si svolgerà a novembre a New York.»