Nell’estate del 1990 andai a Berlino a studiare il tedesco e vedere cosa stava accadendo laggiù. Era la prima estate dopo il crollo del Muro, l’estate di Good Bye Lenin! Una domenica acquistai da un soldato russo, al mercatino della Porta di Brandeburgo, quest’orologio dal quadrante rosso che ora fotografo su uno sfondo rosso. I soldati dell’Armata Rossa vendevano di tutto, a Berlino, nell’estate del 1990. Quest’orologio dopo pochi giorni smise di funzionare. Si fermò. E io giù a elucubrare: “Lo vedi, è un simbolo. E’ la fine della storia”. Tutte stronzate. Era solo una patacca. La storia proseguì.
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Un’intervista su Città distrutte a TG3 Linea Notte
Lui, Orson Welles

Fine di una storia

Dopo anni di ricatti e montagne russe emotive, malattie, parassiti, inadeguatezza lui al suo ruolo e io al mio, rami da potare, rami da salvare, essiccamenti improvvisi, consultazioni senza esito (“lo innaffi troppo”, “lo innaffi troppo poco”), chiudiamo il rapporto. D’ora in poi da me avrà solo acqua e terriccio. Per il resto dovrà cavarsela da solo. Buona fortuna.

