Su «Internazionale»

Il più bel magazine che si stampi in Italia ospita una recensione di Città distrutte. La scrive Frederika Randall, corrispondente a Roma per The Nation. Inizia così: L’esordio di Davide Orecchio ricorda il grande W.G. Sebald nei suoi Gli anelli di Saturno e Gli emigrati. Composto da sei vite parallele in tempi e luoghi diversi, Città distrutte punta sul lato malinconico della storia: la giovane donna vittima della tortura sotto i colonnelli di Buenos Aires che offre la libertà a un’altra; il contadino molisano militante che si isola dal mondo quando muore la moglie; il regista sovietico alla Tarkovskij esiliato nell’ovest;…