Torta ripiena di frutta secca (Ivàn Gončarov, «Oblomov»)

Un’altra mattinata persa: non si è lavato, non ha steso il progetto, non ha scritto all’ispravnik né al governatore né al padrone di casa; non ha controllato i conti, non ha dato il denaro. Forse l’altro, pensa Oblomov, avrebbe fatto tutto questo: “L’altro, l’altro… Ma che cos’è questo altro?” L’altro non vive in vestaglia; e poi esce, si muove, conosce, vuole sapere, vuole vivere. Preso dal panico, Oblomov mormora “ma io non sono l’altro“. Rimane steso a letto, però sfiorato “dalla dolorosa percezione che in lui fosse racchiuso, come in una tomba, un principio buono e luminoso, ormai forse già…