Una grande vita americana

QUI SU NAZIONE INDIANA LA VERSIONE INTEGRALE del racconto uscito ad agosto sul Manifesto. “Un ebreo americano nella Berlino di Hitler. Il diario di Abraham Plotkin (1932-1933)”. Col doppio di storie, episodi, illusioni e violenze berlinesi.

Ma la saga di Plotkin non si chiude né apre a Berlino. Dall’Internet 1.0, dall’archivio di uomini e fatti emerge la voce in audio di Plotkin che racconta il sé stesso fanciullo, quindicenne minore al lavoro in uno sweatshop di New York.

«Imparai a odiare il mio quartiere. Odiavo il negozio dove lavoravo e odiavo le bande e i borseggiatori di Rivington Street».

LA VOCE DI PLOTKIN
UN ESTRATTO TESTUALE
FONTEChild Labor Resources at the Catherwood Library and the Kheel Center 

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Dall’archivio di Ellis Island affiora l’immagine di una nave, la Barbarossa che arriva da Brema nel 1901 e sbarca un Abraham Plotkin di anni otto in viaggio dall’Ucraina. È lui? Io credo di sì. Lo portò Barbarossa.

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Dalla vita e dai sogni di Jeanne Cară – un mio pezzo su Nazione Indiana

AL PRINCIPIO – di questi – anni trenta – del ventunesimo secolo – la fanciulla Jeanne Cară – fanciulla non più – né selvaggia – ma coraggiosa e – ospite di un corpo – che Jeanne non volle ritoccare – contenere – mascherare – ospite del corpo che per vita – naturalezza – o abuso – è diventato il suo corpo – fissato in una tuta che – ne puntella la sagoma – o forse il budino – accende il computer dove vivrebbe – per scardinare i tumori – gli infarti – l’affanno dei rimedi – l’Alzheimer – con l’upload prematuro – della psiche – nel computer – nel disco rigido – che diventerebbe – la sua memoria – il suo Io – e Jeanne Cară parla alla macchina – conversa – ascolta – Cos’hai mangiato – per cena? – che film – vuoi vedere? – Un vecchio Truffaut – per cortesia – stanotte desidero – un vecchio Truffaut – per compagnia – e la donna – e il computer – e la stanza – e la sera – e non ho altro da aggiungere.

IL RESTO SU NAZIONE INDIANA

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Istruzioni per salvarsi su iCloud

Fai un backup delle chiavi di casa. Salva una copia delle chiavi di casa sulla nuvola. Fai un backup di te stessa; usa la nuvola: Google Drive (5 giga gratis) per le parti ingombranti (testa, torso, membra) Dropbox (2 giga gratuiti) per il resto (pelle, unghie, software).

Di fede e speranza non c’è backup: hanno bisogno della memoria RAM.

Attenzione #1: la fede tende a bruciare processore e scheda madre. Se si ha fede, scegliere un ambiente climatizzato.

Attenzione #2: se la tua fede opera su piattaforme Flash e Java, non è compatibile con iPad e iPhone (scegli una fede compatibile).

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