La scrittura secondo Alain

Il giorno che espressi un’inclinazione distratta per la scrittura, mio padre ricopiò un pensiero di Alain su un foglio e me lo diede. Ogni tanto il foglio rispunta dalle pagine del Gabrielli, dove e quando vado a cercare sinonimi.

Alain

La scrittura

«La scrittura naturale è un gesto fissato. La mano si arma di una bacchetta e segna un punto sulla sabbia dove traccia un limite con il gesto stesso che lo indica. E l’azione, che è il primo gesto, lascia anche tracce, sulla terra, sull’erba vergine, nella foresta. Le tracce dell’amico e del nemico, degli animali e del leone, furono la prima scrittura. Leggere fu un “completare” andando dal segno al leone.

La riflessione davanti a questi segni fissati sul suolo, fu senza dubbio il primo sforzo del cervello umano. Perché, dato che i segni non fanno che apparire e scomparire, l’immaginazione è senza disciplina, mentre la percezione del segno (della pista) resta, formando così un centro d’attenzione al quale i folli pensieri sono costantemente restituiti.

Ne deriva che il piacere di leggere è senza misura, persino quello di leggere ciò che si sa: ed è il primo rimedio alla noia, a tutte le passioni e, generalmente, a quegli incoerenti sforzi che sono il lavoro di uno spirito senza oggetto.

La nostra A somiglia ancora all’alfa dei greci, che non era che l’immagine semplificata di una testa di bue.»

Gmail è l’autore dei nostri tempi

Gmail non è un webclient di posta elettronica. Gmail è un romanzo epistolare postmoderno. Chi ha sviluppato le sue architetture cronologiche si autodenuncia come lettore di Foster Wallace o Choderlos de Laclos. Qualsiasi carteggio catalogato non per mittente o destinatario ma per oggetto, diventa presto un racconto. Carteggi condivisi per oggetto con più interlocutori che tu intenzionalmente separi – perché non vuoi che X sappia cosa dici a Y sull’oggetto Z, né che Y sappia cosa scrivi a X sul tema Z – Gmail li accorpa automaticamente in una lenzuolata digitale di suspense.

Nasce il racconto/oggetto Z, dentro il quale trovi tutto quello che hanno scritto X all’insaputa di Y, Y all’insaputa di X, e tu a X e Y. Lo stesso racconto Z si troverà sul Gmail di X e Y, e conterrà quanto tu hai scritto all’uno e all’altro in merito a Z senza sapere cos’hanno scritto X e Y tra di loro o a interlocutori diversi sempre riguardo alla faccenda Z.

Dunque Gmail non è semplicemente un webclient di posta elettronica, ma neppure esattamente un romanzo epistolare postmoderno. Gmail è il vero autore del romanzo epistolare nel quale tu, X e Y siete i personaggi/scriventi. Gmail è un autore epistolare dei nostri tempi, perché non sa cosa scriveranno i suoi personaggi ma assembla una storia senz’averla prevista. Gmail connette le parole dei suoi personaggi rivelando la malizia narratologica di chi conosce E. M. Forster e il suo imperativo (Only connect!). Gmail è un autore dei nostri tempi, perché è un software.

Il residence dei mariti di Roma nord su Nazione Indiana

Ho pubblicato un pezzo su Nazione Indiana. Inizia così:

Nella mia città di nascita e vita c’è un residence dove capitano o hanno l’incubo di finire i mariti di Roma nord. Col petrolio di grandi e piccoli errori, debolezze, cattiverie, forse violenze, mediocrità, rabbia, mogli che non ascoltano, porte blindate da mogli che non ascoltano, spazzolini in assenza, dentifrici in assenza, non mutande pulite né camicie di ricambio i mariti di Roma nord sbarcano o hanno l’incubo di sbarcare al residence su via Candia, per un loro passaggio in purgatorio o inferno.

IL RESTO QUI