
Battete un concetto, concimate un’idea
Che fine hanno fatto i filosofi? Perché neanche un post, uno status, un tweet sulla tesi e l’antitesi? E la sintesi, che fine ha fatto? La dialettica, il servo e il padrone, il superamento? Se ci siete ancora, filosofeggiate. Battete un concetto. Colmateci la mente. Ne abbiamo bisogno. Siamo stanchi del pensiero economico. Del pensiero sociologico. Della scienza politica. Battete un concetto. Versatelo nei nostri recipienti. Siamo aridi e incolpevoli. Concimate un’idea.
Un treno
Regionale Roma – Formia. Finestre abbassate. Tende blu che volano. Corsa a perdifiato. John Wayne. Ecco gli indiani. Gli indiani della pianura Pontina. Sono spietati. Una freccia infilza la mia vicina. I primi colpi di pistola. Ci difendiamo. Geronimo prova a fregarmi lo smartphone. Geronimo sgozza il controllore.
Latina. Giù i cadaveri. Sale il medico ubriaco. Cauterizza le ferite col whisky. Carichiamo i fucili e gli smartphone. Il treno riparte. Il medico resta con noi e ride. Un’altra giornata folle nella vita del medico.
Formia. Sano e salvo. Ma ho una freccia nel fianco.
E si riparte. Formia – Roma. Stessa diligenza. Stesse tende blu. Sul binario un vecchio Cheyenne della pianura Pontina fuma il suo calumet, ma non della pace.
Un sogno
Ho sognato che Fidel Castro girava un documentario su Gregory Peck. Lo riprendeva durante un monologo in una piantagione di canne da zucchero. Lo inquadrava dal basso. Fidel Castro, sdraiato per terra con la telecamera nascosta in una valigia di pelle, istruiva Gregory Peck in spanglish o qualcosa di simile: “sigue hablando hasta que we show some photos of your family life”. Anche Gregory Peck aveva la barba. E parlava, parlava… Ora che ci penso, forse non era Gregory Peck. Forse era Julio Cortázar. (L’altra notte mi sono preparato un paio di rum&cola. Poi però mi sono accorto di non averci messo rum, ma tequila)
