Kravčenko
Reverso
Ora la trovano. In un fosso al lato dell’autostrada. Vicino a una città del nord. Nella malerba secca di gennaio. Tra le canne e la cicoria marcia ecco il suo non volto: non occhi, non bocca, non pelle; diranno: “sfigurato”. Sta lì da mesi. Nel corso del tempo (la decomposizione) ha perso la fisionomia. I suoi compagni: un corpo piccolo di donna anziana, capelli bianchi, abiti estivi (una camicia a fiori, pantaloni neri di cotone).
A dicembre la pioggia le accompagna il fango sulle caviglie. A novembre un topo le mangia il naso. A ottobre un corvo le becca le pupille. A settembre un gatto le miagola incontro e intimidito. Ad agosto i Tir spostano il vento e il vento le muove la camicia. A luglio un giovane straniero denuncia che la madre è scomparsa e non parla l’italiano e ha settant’anni e la demenza senile.
Ora sbatte la testa sulla pietra e sviene. Poco fa rotolava nel fosso. Poco prima è scivolata verso il fosso. Ora ha sete, fame, freddo. È una notte di giugno. Lascia l’area di servizio. S’allontana dall’asfalto. Prende uno sterrato. Non vede nulla. Non vede le cose né i ricordi. Pensa: e la spesa? e il cane? e mia madre?
Problemi da risolvere
Ieri nel carcere di Secondigliano un detenuto mi ha ringraziato perché, ha detto, “leggere libri mi aiuta a evadere”. Oggi nel carcere di Poggioreale un detenuto mi ha chiesto se anche lui potrà reinventarsi una vita come un personaggio delle mie biografie. E un altro m’ha fatto notare che anche lui vive un esilio dalla famiglia come Rakar. Poggioreale può detenere 1400 persone. Poggioreale oggi detiene 2800 persone. In Italia 60 detenuti si uccidono ogni anno. 10 guardie carcerarie si uccidono ogni anno. Oggi se ti buchi vai in carcere. Ringraziamo Fini e Giovanardi. Problemi creati dai governi passati, ignorati dal governo presente e che il governo futuro (spero molto diverso) dovrà affrontare e risolvere.



