La signorina Edith

Alle pagine 35-39 di Giardino, cenere di Danilo Kiš incontrerete un personaggio che resta per quattro paginette ma le riempie dei suoi tremori e desideri sessuali e col pallore della sua carnagione (sui seni che il protagonista intravede o immagina) e la violenza della sua epilessia. Per non dire del passato che l’ha marchiata: il fidanzato, il gatto nero, la città. Quattro paginette. Si chiama Edith. La signorina Edith. Molti personaggi la invidiano a morte. In quattro pagine è riuscita dove loro hanno fallito avendone a disposizione centinaia: cambiare il lettore.

Padre Antonio

Oggi sono arrivato al monastero. La cella è fresca per le mura spesse, ma dalla finestra entra la luce che serve. Non mi vengono richiesti esercizi spirituali, solo rispetto. C’è connessione sufficiente: due tacche 3G. Padre Antonio dice che posso restare quanto voglio. Del mio eventuale battesimo parleremo più avanti, ma senza obblighi. Dall’altana sulla facciata si vedono le colline del basso Lazio. Il mare no, ma già si pensa; dunque è vicino