Lunga vita a Sokurov

Rincaso dall’aver visto Francofonia di Sokurov, un’ora e mezza con le lacrime agli occhi per questo dono di bellezza, senso della storia, ironia (per quanto mi riguarda un po’ troppa su Libertà, Uguaglianza, Fratellanza), mescolamento di finzione, documentario, autobiografia, biografia. Se esiste una possibilità di ArtePoesiaNarrazione sul documento storico, il filmato, il lascito, il Museo, Sokurov l’ha avverata nel cinema (così come, in letteratura, l’hanno avverata Kiš, Sebald e, qui in Italia, Tuena). Allora a caldo l’unico omaggio che trovo sta nel recuperare da questo vecchio post l’affetto e la stima del suo maestro Andrej Tarkovskij per il giovane (all’epoca) regista russo….

La signorina Edith

Alle pagine 35-39 di Giardino, cenere di Danilo Kiš incontrerete un personaggio che resta per quattro paginette ma le riempie dei suoi tremori e desideri sessuali e col pallore della sua carnagione (sui seni che il protagonista intravede o immagina) e la violenza della sua epilessia. Per non dire del passato che l’ha marchiata: il fidanzato, il gatto nero, la città. Quattro paginette. Si chiama Edith. La signorina Edith. Molti personaggi la invidiano a morte. In quattro pagine è riuscita dove loro hanno fallito avendone a disposizione centinaia: cambiare il lettore.

Eugenides, Lahiri and Krauss: pop writers discuss writers for writers

Jeffrey Eugenides loves Denis Johnson’s writing (and Vladmir Nabokov, and Saul Bellow). Jhumpa Lahiri loves Mavis Gallant, Andre Dubus, Gina Berriault. Nicole Krauss choses Thomas Bernhard, Bruno Schulz, W.G. Sebald and Danilo Kiš. These are the “writers for writers” mentioned in a discussion hosted by the New Yorker Festival last night.