Gentleman segnala Città distrutte

Gentleman, 1 maggio 2012. Segnalazione

Il romanzo-saggio, là dove germoglia la letteratura migliore, ha un nuovo autore: Davide Orecchio, che con Città distrutte (a destra, Gaffi, 238 pagine; 15,50 euro), all’esordio nella narrativa, ha usato a meraviglia la sua esperienza di storico. Un regista sovietico, una ragazza argentina, un diplomatico prussiano, una poetessa infelice… Biografie infedeli ma documentatissime, dove tutto appare così vero da essere finto. Perché ogni uomo è un’isola, ma anche una città, che deve imparare a guardarsi dagli invasori.

ALLEGATO

Scrittori e storia, un intervento di Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo, sulla “Lettura” del 29 aprile, interviene  nel dibattito su scrittori e storia aperto da Daniele Giglioli sulle stesse pagine una settimana prima, e da Goffredo Fofi su “Internazionale”.

… Il giovin scrittore diligente che volesse far tesoro delle voci della critica, rischia d’essere disorientato. Ricapitoliamo. Scrivere del presente è pericoloso, scivoli nella cronaca in un attimo e nemmeno te ne accorgi, vieni «pietrificato» dalla Medusa dell’oggi mostruoso: per vincerla, infatti, serve lo scudo dell’eroe Perseo, che fa riflettere lo sguardo altrove. Sì, certo, ma dove? Non al proprio ombelico. E allora? Per restare in aria di miti, ecco che — deposti gli scudi — viene voglia di infilarsi nei panni di Orfeo e guardare indietro, in cerca di Euridice. Interrogare il passato, recuperare storie sommerse, reinventarle, magari con l’intenzione di riscattare la propria stessa inconsapevolezza e ignoranza, di ripristinare quella «forza di gravità storica» che sembra perennemente in pericolo. È solo una coincidenza? Continua a leggere “Scrittori e storia, un intervento di Paolo Di Paolo”

Il perché delle biografie

Per molti lettori la poesia è il genere dell’adolescenza, il romanzo quello della giovinezza e la biografia è il genere della maturità. Un genere che esercita un fascino particolare per coloro che iniziano a sentire che la vita si fa seria, e che abbiamo bisogno di ordine e di consolazione in mezzo al rumore e alla furia di una vita che galoppa e ci sfugge. Si tratta di quegli anni alle spalle nei quali non c’è scampo al tempo, quando il passato, come diceva il poeta Ángel González, è così incerto e scoraggiante quanto il futuro per gli adolescenti.

Sopraggiunti i quaranta, il passato diventa un orizzonte aperto e incerto che è necessario ordinare, cui dare direzione e scopo, un significato che riscatti l’essere che siamo arrivati, inavvertitamente, ad essere. (…) Di questo anelito alla redenzione, all’ordine e al significato si alimentano la lettura vorace e la difficile scrittura di biografie.

Frammento da El porqué de las biografías, di Isabel Burdiel, pubblicato su El País, Babelia, il 19 agosto 2006.

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Conversazioni intercettate sulla spiaggia di Serapo

Ragazza con ragazza

– Sì che mi piace, ma a quelli che mi piacciono gli trovo sempre un difetto.

– Però alla fine t’attizza…

– Ma se si mette con un’altra non me ne frega niente.

Signora con signore

– Ho un reddito annuo di 15mila euro. Ma se sale poi cambia tutto, capisci?

Due uomini trentenni

– Alle poste hanno gli stipendi più bassi.

– Invece in Telecom hanno i più alti.

Due uomini

– È che il mercato è sceso, ma nessuno vende.

– Perché non vogliono perdere i soldi spesi. Vogliono rifarsi.

– Così nessuno vende casa.

– ….

– Ti sei fatto due conti sull’Imu?

Una ragazza spiega una trama

– Lei è incinta ma aiuta Kelly col matrimonio. Poi Andy le telefona e la invita al laghetto. E al laghetto si baciano!

Due signore

– A me piacciono i vestiti blu.

– ….