Il 25 aprile di mio padre

C’è una casa nel corso del tempo dove un uomo non parla, un bicchiere di whisky sta sulla libreria scura, una sigaretta accesa sta sul bordo dello sgabello, un televisore trasmette gli anni settanta, un bambino squaderna un libro di Gianni Rodari sul pavimento, una palla rotola sul parquet scheggiato, un gatto entra dal terrazzo, centinaia di volumi crescono negli scaffali fino al soffitto: di letteratura, storia, teatro, poesia, sociologia, denuncia, compromesso, reazione, rassegnazione, rivoluzione e provocazione. Ma il libro numero uno è lui, il signore in poltrona.


Continua a leggere “Il 25 aprile di mio padre”

Anche le anatre cadono

Castro Pretorio

Se voglio tornare a casa, devo passare per Castro Pretorio. La via, il viale, e viale Pretoriano. Ogni giorno. Un tempo mi circondavano decine di alberi alti e malati, però non badavo mai a loro. Al riparo della solitudine attutita del mio casco, nel raggio dei fari di macchine altrui e sotto il lume dei lampioni, non mi accorgevo che di auto e semafori. Continua a leggere “Anche le anatre cadono”