Per Goffredo Fofi

È morto oggi a Roma Goffredo Fofi. Aveva 88 anni. Era ricoverato all’Ospedale Cavalieri di Malta dal 25 giugno, in seguito alla frattura di un femore. La notizia della sua morte è la prima che mi è apparsa questa mattina sul cellulare appena aperto, in un post su Instagram di Alessandro Raveggi: se servono spesso a distrarci, gli strumenti della vita digitale hanno però una loro intima, algoritmica consapevolezza che non nasconde le cose importanti.

La morte di Goffredo Fofi è una cosa importante perché importante è stata la sua vita...

PROSEGUE SU NAZIONE INDIANA

Due domande per Mathias Énard

Mathias Énard, foto di ©Pierre Marquès

Sabato 22 marzo, al festival romano Libri Come, lo scrittore francese Mathias Énard (uno dei migliori che abbiamo nei nostri anni) ha presentato il suo ultimo romanzo, Disertare (E/O 2025). Ero lì ad ascoltarlo, in una fila laterale, e mentre parlava (in italiano!) del suo libro, di Europa, di guerra, di storia e di letteratura, mi sono venute in mente un paio di domande che avrei voluto rivolgergli. Domande che non gli ho fatto. Non ho avuto né il tempo né la faccia tosta di porle quando si è aperto uno spazio di confronto con il pubblico. Allora provo a scriverle qui.

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“Sistemi narrativi aperti”. Un articolo su «L’Indice»

Ringrazio L’Indice dei libri del mese per l’invito a ragionare su “scritture del sé e narrazioni storico-biografiche”. È una serie che ha già ospitato l’intervento di Giulia Caminito, e altri seguiranno. L’articolo è uscito sul numero 1 di gennaio fresco di stampa, e sul sito dell’Indice in consultazione senza lucchetto.

La Resistenza a Roma. Vivere per raccontarla

Un mio incompleto percorso nella letteratura e memorialistica della Resistenza romana.

“Perché si racconta una storia? Forse per poterla capire. La scrittura narrativa parte spesso da quel bisogno lì. Comprendere cosa è successo mentre lo si racconta. Comprenderlo grazie al racconto. Ma ci sono storie e storie. Alcune sono talmente esemplari, feroci, stupefacenti e memorabili che non le si capirà mai fino in fondo, né le si vorrà dimenticare. Allora il racconto dovrà essere trasmesso di voce in voce, di scrittura in scrittura, di generazione in generazione.

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