Le voci del mondo

“Sono una lavoratrice delle mense scolastiche, con la qualifica di ADDETTA SERVIZIO MENSA. ho una busta paga di 400 EURO mensili per 9 mensilitàààà l’annooooo. Non so come potrei fare se voi mi applicate le restrizioni contrattuali come da VOSTRA CONVENIENZA. Se le nostre ricchieste non saranno accettate, mi vedrò costretta, io e mio figlio, a farci ospitare da voi per MANGIARE E PER DORMIRE. VI FACCIO PRESENTE CHE NON SONO LA UNICA IN QUESTA SITUAZIONE…”

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“Io lavoravo per la socetà montaggi industriali cessazione attività siamo in cassa integrazione straordinaria dal 13 maggio e non si e ancora visto un € sono alla disperazione volevo sapere quando arriverà”.

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“Ma quando arrivano i pagamenti cassa integrazione? sono 6mesi che non arrivano, non ce la faccio più”.

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“Sono 6 mesi che non mi pagano cig in deroga ma come posso vivere senza soldi per 6 mesi?sono allo stremo spero si mettano d’accordo e inizino a pagare entro novembre e rifinanziano la cassa integrazione”. Continua a leggere “Le voci del mondo”

Facciamo una rivoluzione: dal sistema delle sbarre al sistema dell’accoglienza

L’Italia e l’Europa hanno costruito un sistema di sbarre. Le inferriate che l’Italia “offre” ai migranti possono essere zavorre smagliate e inerti, che ti portano a fondo nel mare di Sicilia. Nel divieto del soccorso. Nella criminalizzazione del rifugio. Nella disattenzione dilettante persino del controllo poliziesco prescritto. Oppure esistono sbarre possenti che non lasciano uscire. La detenzione dei Cie. Come questo qui sotto, a Ponte Galeria. Continua a leggere “Facciamo una rivoluzione: dal sistema delle sbarre al sistema dell’accoglienza”

Il processo Condor a Roma

Venerdì 11 ottobre si tiene a Roma l’udienza preliminare del processo Condor. Il Piano Condor è l’accordo di cooperazione poliziesca tra le dittature sudamericane per la repressione delle libertà civili e politiche in America Latina. Un’operazione terroristica internazionale (dal terrorismo di Stato al terrorismo sovranazionale) che coinvolse sette paesi sudamericani negli anni ’70. Una centrale di regia tra i regimi di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay gestiva la repressione politica e sociale e coordinava i sequestri di persona, la tortura, l’omicidio degli oppositori alle dittature.

Il processo italiano è l’esito di oltre dieci anni di indagini condotte dal procuratore aggiunto della Repubblica Giancarlo Capaldo. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 35 imputati: due cittadini boliviani, 12 cileni, 4 peruviani e 17 uruguaiani per il loro coinvolgimento nell’omicidio di 23 cittadini italiani tra il 1973 e il 1978. L’appuntamento è al Tribunale di Roma, piazzale Clodio, per un’altra tappa nella battaglia di verità e giustizia.

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