I drammi dei poeti d’Ottobre

Avvenire del 22 novembre pubblica una bell’articolo e itinerario di Alessandro Zaccuri tra alcuni libri dedicati al 1917, incluso Mio padre la rivoluzione. Il tentativo più vertiginoso di saldare fra loro letteratura e Storia, al punto da dissolvere la seconda nella prima, rimane quello compiuto da Davide Orecchio.  

Massimo Onofri su Stati di grazia

Su Avvenire del 13 giugno 2014, Massimo Onofri recensisce Stati di grazia. «Quello di Davide Orecchio, con Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi 2012), fu uno degli esordi più belli e sorprendenti degli ultimi anni. (…) Potete capire, allora, con quale curiosità aspettavo il secondo libro, questo Stati di grazia. Ecco: che soluzioni avrebbe escogitato Orecchio per dare nuova forma al suo singolare, spurio, modo di raccontare? Che cosa ci avrebbe riservato la sua furiosa immaginazione epistemologica?» «Orecchio è la dimostrazione che la nostra narrativa più carica di futuro non vive della invecchiatissima dialettica, tutta linguistica, tra infrazione e tradizione,…