Città innamorate

Escono ancora recensioni su Città distrutte, che tra poche settimane compie il primo anno di vita. Questa (molto bella) su Il Pickwick la firma Alessandro Toppi:

«Città distrutte. Sei biografie infedeli, di Davide Orecchio, si presenta in copertina con il capo di un palazzo in fase di declino mentre accanto, con moto leggerissimo, s’alza il bianco di una mongolfiera. Qualcosa crolla e, crollando, è destinato a farsi polvere e macerie e poi assenza e ricordo sbiadito e più sbiadito ancora mentre – nel contempo – dallo stesso luogo in cui avviene questa frana, che sa d’irrimediabile scomparsa fisica, altro si solleva: una nuova vita forse, forse la stessa vita ma con altra forma, volubile ed ariosa. Continua a leggere “Città innamorate”

Segnali per non montarsi la testa

Primo segnale
È successo pochi giorni fa, quando ho chiesto a un’edicolante giornali vecchi per imballare certe stoviglie in certe scatole. La signora avrebbe potuto trovarsi in una disponibilità incommensurabile di quotidiani invenduti, riviste, magazine e date d’uscita, ma quanto mi ha offerto è stata la risma esatta di un giornale che dava notizia del SuperMondello. Me ne sono accorto a casa, incartando piatti e tazze.

Secondo segnale
L’indomani uscivo sul mio scooter da sottopasso e Muro Torto, diretto a via del Policlinico, e mi sono trovato a riflettere (le meditazioni che capitano al volante) su quant’è stato importante quest’anno.

“L’hai iniziato contando al massimo su un diritto d’asilo”, pensavo, “o su un’accoglienza temporanea presso un Cie, e lo chiudi invece con un diritto di cittadinanza, speri, non revocabile. Devi essere fiero”, pensavo.

In quel momento è caduto latte dal cielo. Mi ha schizzato sul casco e sul parabrezza. Spruzzi di bianco, giusto mentre mi beavo del premio letterario. “Cosa succede? Piove latte?”, mi sono chiesto. Per rispondermi rapidamente che no, non era latte. Era una cacca d’uccello.

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Massimo Onofri consiglia Città distrutte

Il Giornale, 21 dicembre 2012
Sotto l’albero mettete questi titoli

MASSIMO ONOFRI (Altri italiani. Saggi sul Novecento, Gaffi) «Regalerò Vita e morte di un ingegnere (Mondadori) di Edoardo Albinati perché è il più bello che ho letto negli ultimi mesi e dimostra che i libri di narrativa oggi più suggestivi sono quelli spuri e anomali. Regalerò anche Città distrutte di Davide Orecchio (Gaffi), il libro più innovativo e sorprendente di narrativa dell’anno: biografie apocrife, per così dire, tra realtà e immaginazione del vero».