Da giovane odiavo gli avverbi. Bastava incontrarne uno in un testo e GULP, cervello stomaco e respiro si fermavano. Sul baratro della nausea. Se poi il testo era letterario: SBARAQUACK, chiudevo il libro per sempre. Ora mi sono calmato. Sono diventato tollerante. Sono invecchiato. Certi fanatismi non li adotto più. Semmai li conservo insieme alle cassette TDK e ai dischi in vinile degli Smiths. Continua a leggere “Rivalutare gli avverbi?”
Tag: scrittura
Ricordatore
Un ragazzo intorno ai trenta ricorda i suoi nonni, i genitori, gli amori del passato, gli odi del passato, gli amici d’infanzia, gli insegnanti, le baby sitter, la portiera che è morta, gli animali domestici, l’albergo delle vacanze, gli amici delle vacanze, le meduse che lo punsero, i viaggi e le città, i morti politici, le illusioni politiche…
Gli capita di pensare: “Ogni giorno provo a non dimenticare nessuno. E un giorno sarò dimenticato”.

