Cinque regole (più una) per scrivere lettere d’amore

Il sito del Telegraph pubblica i consigli di tre scrittori su come scrivere lettere d’amore. Ognuno di loro ha cinque regole auree. Comincia Alain de Botton:

1 Don’t let desire turn into neediness…
2 Don’t use words that feel like they have been used too often by others…
3 Don’t resort to new technology like Twitter…
4 Remember to be playful, teasing and funny…
5 … A good love letter should be embarrassing if it were discovered by an enemy….

Per i consigli di Hilary Mantel rimando all’articolo originale. Jeanette Winterson, invece, prescrive:

1 Write by hand. It’s a declaration, not a CV.
2 Write as though everything depends on this letter…
3 Write only a page, both sides…
4 Write extravagantly…
5 Write well…

Anch’io ho una regola sulle lettere d’amore. Ed è questa: MAI SCRIVERE LETTERE D’AMORE. Una lettera d’amore ha una sola conseguenza, non quella sperata nell’estenderla: prima o poi ci si pentirà di averla scritta. In genere, se la si invia, vuol dire che le cose non stanno andando bene. L’oggetto del nostro desiderio sfugge. Ci abbandona. Oppure non si lascia sedurre. Non accetta più, o ancora, il nostro amore. Ma non sarà grazie alla lettera che lo conquisteremo.

È proprio quando ci sentiamo perduti e disarmati, che decidiamo di scrivere la LETTERA D’AMORE. L’ultima scommessa. L’arma segreta. Innescata dall’infantile convinzione che la parola scritta possa convincere una fanciulla riottosa (oppure un fanciullo), cambiare il corso degli eventi, trasformare in vittoria la sconfitta.

Continua a leggere “Cinque regole (più una) per scrivere lettere d’amore”

Dialogo sui figli d’arte

Alfa e Karma siedono al tavolo, nella stanza. Sulla parete alle spalle di Alfa è appesa una cartina dell’Italia. Sulla parete opposta, alle spalle di Karma, è appesa una bandiera dell’Italia. Sul tavolo c’è un paio di forbici. In un angolo della stanza c’è una stufa di ghisa spenta.

Karma – H. è un avvocato. Suo figlio, anche lui un avvocato, dice di sentirsi felice solo quando gioca a tennis.

Alfa – Così come M., anche suo figlio è un giornalista. Scrive di cronaca ma la sua passione sono gli esteri, ed è contento solo quando viaggia.

Karma – Il figlio di G. è metalmeccanico, non diversamente dal padre. Ma lavora per un’azienda che lavora per un’azienda che lavora per un’altra azienda, e ha uno strano contratto. Inoltre avrebbe preferito studiare. Non credo che sia felice.

Alfa – L. è professore universitario. C., la moglie di L., è professoressa universitaria. Hanno due figli, professori universitari. Nessuno di loro ama la vita di facoltà, dove “ogni giorno – dice L. – tutti fanno la guerra a tutti”.

Karma – Ma per L., sua moglie e i suoi figli un mestiere fuori dell’università sarebbe disonorevole.

Alfa – Esatto. Disonorevole e disprezzabile.

Karma – B. è disoccupata e non ha mai cercato lavoro. Anche la madre di B., da sempre disoccupata, non ha mai cercato lavoro. B. e la madre guardano molta televisione.

Alfa – Lo so, per ore e ore.

Karma – E qualche volta la notte piangono, ognuna nella sua stanza.

Alfa – Io le ho sentite ridere. F. invece sta con la camorra, e suo padre stava con la camorra, e suo nonno pure. F., però, è più contento se va su internet e pubblica video e foto di alberi, ed è meno contento di sparare e mettere paura.

Karma – N. è figlio di K., che quarant’anni fa stava nelle Br. Si dice che anche N. sia accusato di stare nelle Br, e l’hanno arrestato. Continua a leggere “Dialogo sui figli d’arte”

Monologo sul tempo (interruptus)

Dal suo divano, sul quale è steso avvolto in una coperta, Alfa comincia il monologo che segue:

«Quando avevo nove anni pensavo che a venti sarei morto. Quando avevo vent’anni pensavo che non avrei superato i trenta, probabilmente su mia iniziativa. Compiuti i trent’anni, per mancanza di coraggio, ho iniziato a riflettere sul tempo. La filosofia di Löwith mi ha distratto. La diatriba sullo storicismo mi ha deconcentrato. Né l’una né l’altra, però, mi hanno impedito un giorno di arrivare a vedere che è la materia, che si decompone e basta.

Ogni cambiamento è organico. Ogni modifica è elementare. Il tempo non è altro che un garzone di bottega, il ragioniere dell’evoluzione, il calcolatore della dissoluzione. Ficchiamo ciò che avviene e avverrà in un calendario. Prendiamo decine di appuntamenti. Usiamo il tempo per organizzare la nostra agenda o per fingere di comprendere il passato. Come siamo limitati. E poi…»

Continua a leggere “Monologo sul tempo (interruptus)”

Dialogo del cerchio

Al centro della stanza c’è un cerchio di plastica, appeso al soffitto per una corda e un gancio, sollevato cinque centimetri da terra, con un raggio di due metri. Il cerchio, di colore verde, oscilla al soffio di una corrente che viene dalla finestra socchiusa sul lato della stanza. Non diversamente, una trottola oscilla sotto lo sguardo di un bambino che gioca.

Alfa siede davanti al cerchio e lo fissa pensando ad altro. Entra Karma e propone di saltare nel cerchio. Alfa acconsente. Iniziano a saltare, prima l’uno e poi l’altro.

Karma – Per saltare bene nel cerchio occorre non dimenticare il passato e tenerlo sempre presente.

Alfa – Per saltare bene nel cerchio si deve guardare al futuro e avere molti progetti.

Karma – Per saltare bene nel cerchio basta avere buon senso.

Alfa – Per saltare bene nel cerchio occorre prima di tutto lungimiranza.

Karma prende la rincorsa e salta nel cerchio. Alfa prende la rincorsa e salta nel cerchio.

Karma – Per saltare bene nel cerchio bisogna pensare prima a sé stessi e poi agli altri.

Alfa – Non potrei mai saltare nel cerchio senza il mio altruismo!

Karma si ferma e schiaffeggia Alfa, Alfa tira un calcio a Karma; quindi ricominciano a saltare nel cerchio, prima l’uno e poi l’altro.

Karma – Guarda come salti male! È perché non ti concentri abbastanza sul cerchio.

Alfa – Ma tu salti peggio di me. È perché dimentichi tutto e pensi solo al cerchio.

Karma – Per saltare bene nel cerchio bisogna difendere la vita a ogni costo.

Alfa – Nessuno che non abbia il diritto di morire quando lo desidera, potrà saltare bene nel cerchio.

Karma – Per saltare bene nel cerchio si deve conoscere il proprio paese.

Alfa – Per saltare bene nel cerchio si deve conoscere il mondo! Continua a leggere “Dialogo del cerchio”