Scrittori e storia, un intervento di Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo, sulla “Lettura” del 29 aprile, interviene  nel dibattito su scrittori e storia aperto da Daniele Giglioli sulle stesse pagine una settimana prima, e da Goffredo Fofi su “Internazionale”.

… Il giovin scrittore diligente che volesse far tesoro delle voci della critica, rischia d’essere disorientato. Ricapitoliamo. Scrivere del presente è pericoloso, scivoli nella cronaca in un attimo e nemmeno te ne accorgi, vieni «pietrificato» dalla Medusa dell’oggi mostruoso: per vincerla, infatti, serve lo scudo dell’eroe Perseo, che fa riflettere lo sguardo altrove. Sì, certo, ma dove? Non al proprio ombelico. E allora? Per restare in aria di miti, ecco che — deposti gli scudi — viene voglia di infilarsi nei panni di Orfeo e guardare indietro, in cerca di Euridice. Interrogare il passato, recuperare storie sommerse, reinventarle, magari con l’intenzione di riscattare la propria stessa inconsapevolezza e ignoranza, di ripristinare quella «forza di gravità storica» che sembra perennemente in pericolo. È solo una coincidenza? Continua a leggere “Scrittori e storia, un intervento di Paolo Di Paolo”

Il perché delle biografie

Per molti lettori la poesia è il genere dell’adolescenza, il romanzo quello della giovinezza e la biografia è il genere della maturità. Un genere che esercita un fascino particolare per coloro che iniziano a sentire che la vita si fa seria, e che abbiamo bisogno di ordine e di consolazione in mezzo al rumore e alla furia di una vita che galoppa e ci sfugge. Si tratta di quegli anni alle spalle nei quali non c’è scampo al tempo, quando il passato, come diceva il poeta Ángel González, è così incerto e scoraggiante quanto il futuro per gli adolescenti.

Sopraggiunti i quaranta, il passato diventa un orizzonte aperto e incerto che è necessario ordinare, cui dare direzione e scopo, un significato che riscatti l’essere che siamo arrivati, inavvertitamente, ad essere. (…) Di questo anelito alla redenzione, all’ordine e al significato si alimentano la lettura vorace e la difficile scrittura di biografie.

Frammento da El porqué de las biografías, di Isabel Burdiel, pubblicato su El País, Babelia, il 19 agosto 2006.

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Conversazioni intercettate sulla spiaggia di Serapo

Ragazza con ragazza

– Sì che mi piace, ma a quelli che mi piacciono gli trovo sempre un difetto.

– Però alla fine t’attizza…

– Ma se si mette con un’altra non me ne frega niente.

Signora con signore

– Ho un reddito annuo di 15mila euro. Ma se sale poi cambia tutto, capisci?

Due uomini trentenni

– Alle poste hanno gli stipendi più bassi.

– Invece in Telecom hanno i più alti.

Due uomini

– È che il mercato è sceso, ma nessuno vende.

– Perché non vogliono perdere i soldi spesi. Vogliono rifarsi.

– Così nessuno vende casa.

– ….

– Ti sei fatto due conti sull’Imu?

Una ragazza spiega una trama

– Lei è incinta ma aiuta Kelly col matrimonio. Poi Andy le telefona e la invita al laghetto. E al laghetto si baciano!

Due signore

– A me piacciono i vestiti blu.

– ….