Non sono un critico cinematografico né un colto cinefilo, quindi la farò breve. Con Fairytale. Una fiaba, il regista russo Aleksandr Sokurov ci ha donato una nuova opera d’arte di cui non sai se sottolineare più la bellezza estetica, l’originalità della visione o il ragionamento. È comunque un atto cinematografico che completa un’analisi più che ventennale su potere e storia, dittatura, totalitarismi. È insomma il sigillo di Moloch (su Hitler), Taurus (su Lenin) e Il Sole (su Hirohito).
Continua a leggere “«Fairytale», il maestro Sokurov ha colpito ancora”Autore: davideorecchio
«Qualcosa sulla terra» libro del giorno a Fahrenheit
L’anno è iniziato bene. Oggi “Qualcosa sulla terra”, Industria e Letteratura, è stato libro del giorno a Fahrenheit Rai Radio3. Ringrazio molto Loredana Lipperini e la redazione di Fahrenheit per l’ospitalità.
È un piccolo racconto al quale forse tengo più di quanto sembri.
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Continua a leggere “«Qualcosa sulla terra» libro del giorno a Fahrenheit”«Pranzi d’autore» va alla Rai
Immagino che mia madre si sarebbe divertita molto a illustrare, assieme alla conduttrice Serena Bortone, questa tavola di piatti ricavati dal suo libro: Pranzi d’autore. Le ricette della grande letteratura, minimum fax. È una proposta di cena natalizia offerta dalla trasmissione Oggi è un altro giorno (dal minuto 1:20:19). Ho fatto del mio meglio per sostituire mia madre. Poi ci ho infilato anche un selfie stupidino. Ed ecco il menu. Sono stati preparati seguendo fedelmente le ricette:
Continua a leggere “«Pranzi d’autore» va alla Rai”«La Lettura» recensisce «Qualcosa sulla terra»
Una bellissima recensione di Nicola H. Cosentino, che ringrazio per aver dedicato tempo e parole al mio racconto Qualcosa sulla terra, Industria e Letteratura.
È uscita ieri su “La Lettura”.
Continua a leggere “«La Lettura» recensisce «Qualcosa sulla terra»”“Ora, che cosa sia questo «esistere» intraducibile, a metà fra «partorire», «riscattare» e «amare», è il cuore di “Qualcosa sulla terra” (e forse della poetica di Orecchio in generale). Si parta dal titolo: viene da una poesia, “Madre, madre”, citata in esergo, di Paul Celan, e si presta a molte interpretazioni. Celan scrive: «Fare qualcosa,/ qualcosa fare,/ nell’alto, nel/ basso,/ qualcosa, sulla terra». Il «qualcosa», per Orecchio, sembra proprio questo «esistere» transitivo: amare per conto dei personaggi, farsi carico della memoria degli altri […]”.
