Per questo 25 aprile ho ritirato fuori tre vecchi pezzi che riguardano mio padre, Felice Chilanti e il Partigiano Kim, alias Ivar Oddone. Sono tutti su Nazione Indiana.
Trovare un lavoro
Qualche giorno fa sono tornato nel mio ex liceo, dove c’era da spiegare il “mestiere di scrivere” agli studenti del penultimo anno, quelli che devono orientarsi al “dopo di qui”, per l’università. Un’intera mattinata nell’aula magna. Ha parlato una giornalista molto brava, e ha spiegato il suo mestiere di scrivere. Ha parlato uno sceneggiatore molto bravo e famoso, e ha spiegato il suo mestiere di scrivere.
Quand’è toccato a me, io non sono stato bravo. Cioè, io lo sapevo che non potevo essere bravo. Cioè, io non volevo neppure essere bravo. Insomma, quale mestiere? Le attività degli altri due “docenti” hanno una dimensione economica; la mia no (non abbastanza). Scrivo questo e quest’altro, ho fatto questo e quest’altro, ma alla fin fine, cari ragazzi, se proprio v’interessa il sentiero, la prima cosa da fare è:
TROVARE UN LAVORO
CERCARE UN LAVORO
trovare un Lavoro
sì, Cercare, e troVare, un LaVoRo.
[e se vi dicono che il lavoro non c’è, sputategli nell’occhio]
Mentre parlavo mi deprimevo perché li deprimevo, e scoraggiandoli mi scoraggiavo. Ma vacci tu a raccontare cazzate ai ragazzi di 16 anni. Come fai a raccontare cazzate a uno studente? Bisogna essere proprio cinici, no?
Dunque non ero positivo, non ero ottimista. A un certo punto (il più basso) gli ho anche detto che Carver faceva il taglialegna in un posto che si chiama Eureka.
Allora uno studente s’è alzato e m’ha rimproverato: “Io non capisco. Lei non è stato incoraggiante. Noi abbiamo bisogno di fiducia. Dobbiamo scegliere. Lei non ci dà fiducia”.
Aveva individuato l’anello debole. Questo era OK. Questo vuol dire che io ero stato OK. Perché il mio compito era proprio mostrare l’anello debole, cioè io [sic], che ero lì per non diseducare, per non illudere. Lo studente del rimprovero non sapeva che, solo per vigliaccheria, avevo rinunciato a essere OK con un Seppuku.
A casa mi chiesero: beh, com’è andata?
E io: ho fatto schifo.
Poi il tempo è passato; e si dimentica.
Fino a oggi.
Oggi m’è arrivata questa notizia: il figlio di una conoscente frequenta il mio ex liceo, e ha raccontato alla madre di aver partecipato con la sua classe a un incontro sul mestiere di scrivere, qualche giorno fa. C’erano uno sceneggiatore, una giornalista e uno scrittore.
Sostiene il ragazzo che lo scrittore gli è molto piaciuto: “E’ stato bravissimo, ci ha detto che dobbiamo trovare un lavoro”.
Come un simbol’uomo

Una storia difficile
Su Il lavoro culturale è uscito il testo del mio intervento al CaLibro Festival 2015, accompagnato e commentato dai disegni di Silvia Checconi. Ho provato a raccontare le ragioni che mi hanno spinto a scrivere Stati di grazia; o parte di queste ragioni. Ho descritto una fotografia, una ragazza, un viaggio, un paese del nord, una fabbrica, un documentario, il mio rapporto con la storia, e altri due o tre temi. Ho provato, ho provato, ho provato…

