Il tempo ama i propri figli

«Il tempo confluisce nell’uomo e nel suo regno, vi si annida e poi passa, si dilegua, ma l’uomo e il regno restano… Il regno c’è ancora, il suo tempo è passato… L’uomo c’è ancora, il suo tempo è svanito. Ma dove? C’è un uomo che respira, che pensa e piange, ma il suo tempo, quel tempo che apparteneva solo a lui se n’è andato, è volato via, scivolato via. Mentre l’uomo resta.

Non c’è niente di peggio dell’essere figliastri del proprio tempo. Non c’è sorte peggiore di chi vive un tempo non suo. Li riconosci subito: negli uffici del personale, nei comitati di partito, nelle sezioni politiche dell’esercito, nelle redazioni dei giornali, per strada… Il tempo ama soltanto chi ha generato, ama i propri figli, i propri eroi, i propri operai. Mai potrà amare i figli del passato, così come le donne non amano gli eroi di tempi oramai andati e le matrigne non amano i figli altrui.

Così è il tempo: tutto passa, lui resta. Tutto resta, il tempo passa. E com’è lieve e silenzioso il suo fluire. Ieri eri ancora sicuro, allegro, forte, figlio del tempo. Oggi un altro tempo è arrivato, ma tu non lo sai ancora.»

Vasilij Grossman, Vita e destino, traduzione di Claudia Zonghetti, Adelphi.

Ci vediamo a «Una marina di libri»

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Dal 6 all’8 giugno torna Una marina di libri, il festival dell’editoria indipendente a Palermo. La manifestazione avrà luogo nella sede della Gam – Galleria d’Arte Moderna di Palermo, situata nel complesso di Sant’Anna alla Misericordia. Di seguito gli appuntamenti ai quali parteciperò (il programma completo si trova sul sito linkato sopra).
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Sabato 7 giugno
Ore 18:00 – Cortile Bonet
Presentazione dell’antologia La Terra della prosa. I 30 esordi italiani più interessanti dagli anni 0 ad oggi, a cura di Andrea Cortellessa. L’orma Editore. Intervengono: Emanuele Trevi, Davide Orecchio.
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Ore 19:00 – Sala Conferenze GAM
Dibattito. La narrazione della storia, modalità e tendenze contemporanee. Intervengono: Tommaso Baris (ricercatore Storia contemporanea, Università di Palermo), Davide Orecchio (scrittore), Vanessa Roghi (storica del tempo presente – Rai Tre). A cura del festival Una marina di libri. Coordina: Matteo Di Figlia (ricercatore Storia contemporanea, Università di Palermo).
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Domenica 8 giugno
Ore 11:00 – Cortile Bonet
Presentazione del libro Stati di grazia, di Davide Orecchio, Il Saggiatore. Interviene: Eleonora Lombardo.

«Sul Romanzo» e Stati di grazia

«Il romanzo Stati di grazia di Davide Orecchio, edito da Il Saggiatore nei primi mesi del 2014, è la dimostrazione che la letteratura può testimoniare, con una lingua ricercata e visionaria, gli orrori della dittatura in Argentina e contemporaneamente denunciare le aberranti condizioni di lavoro dei carusi nelle zolfare siciliane: la storia, infatti, si svolge tra Italia e Argentina e narra le vicende di tanti personaggi che si muovono tra la Sicilia, Buenos Aires, il Nord dell’Argentina e Roma.»

Sul Romanzo

«Orecchio parte da precisi eventi storici, sui quali si documenta con perizia certosina, segnalando le sue fonti e costruendo un ordito narrativo di complessa impostazione.»

Inizia così la recensione di Beatrice Mantovani, pubblicata da Sul Romanzo.

PROSEGUE QUI.

Tarcisio Tarquini su Com.Unità

Tarcisio Tarquini recensisce Stati di grazia sul suo (nuovissimo) blog Dettagli a parte, ospitato dall’Unità.

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«Stati di Grazia é un libro importante destinato a durare. Non è una lettura facile, che si possa fare con un occhio solo e l’altro rivolto all’orologio, con il pensiero di far quadrare i conti delle nostre giornate. Richiede anche al lettore di essere in “stato di grazia” e dimostra che la letteratura che conta non aiuta nel mestiere di far quadrare i conti. Semmai, essa aggiunge numeri, cifre, simboli, impegnandosi a gara con la storia, che fa lo stesso. “Stati di grazia” sono quelli che permettono a Orecchio di ricostruire le vite dei suoi personaggi che la storia ha dissipato o sterminato; sono le epifanie che li fanno riapparire in luoghi inaspettati, mentre lo scrittore, un intruso, finalmente comprende con uno sguardo vasto, d’insieme, quanto accade nel mondo, il suo prima e il suo dopo, il suo svolgersi. Non anche il perché.»

IL RESTO QUI.