«Mare fatica vecchio, non sei malato stanco di tutta questa merda?»
Jack Kerouac, «Sea», SOUND OF THE PACIFIC OCEAN AT BIG SUR.
(estratto interpretato da Alex, voce Apple)
Paride Sanchis

Angela cucina timballi che m’assomigliano col fatto di afflosciarsi nei giorni e marcire e per il risucchio della salsa fin troppo acquosa. Sono il naufrago del condimento. M’aggrappo alle zattere di mozzarella, alla melanzana. Navigo il sugo senz’arrivare. Affiorano capperi, olive cadavere. Io sono la foglia del basilico scheletro. Io sono unto, sgualcito, sapido e annego. Pronuncio l’addio e il buon appetito. Profetizzo il mio andare a male, coltivo il disprezzo non etico dell’insegnante che ero.
(Stati di grazia, il Saggiatore 2014, Gli ultimi giorni di Paride Sanchis, p. 15).
Giuseppe Genna su Stati di grazia
Una mail da un lettore
Domenica mattina ho trovato in posta elettronica questa lettera. La invia un lettore che mi aveva già scritto a suo tempo su Città distrutte. L’ho ringraziato e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla, omettendo il suo nome e dove risiede.
«Buongiorno Davide. Forse si ricorda di me, le scrivo da…, mi complimentai con lei per il fantastico “Città distrutte“, libro che mi è entrato nel cuore – ma forse è meglio dire nella carne – e che ad ogni lettura, anche casuale, anche di singole frasi, mi regala vertigini. Ora ho letto di questo suo nuovo “Stati di grazia“, e non sto più nella pelle. Partiamo bene, già mi piace la copertina. Già mi piacciono le foto. Già mi piace la struttura labirintica della presentazione che ne fa – oh, croce e delizia dei collegamenti ipertestuali! sempre con la sensazione di non aver letto tutto, che qualcosa sia sfuggito, una foto, una frase, un commento. Leggere le sue pagine è un po’ come partecipare ad una caccia al tesoro – impareggiabile. Le auguro di cuore che il libro venga ben accolto».

