Mi scrive un lettore di Città distrutte

“Buonasera Davide

Sono un impiegato, sono un lettore.

Le faccio i complimenti per il suo bellissimo libro, che mi è capitato tra le mani alcune settimane fa (devo ringraziare i sorprendenti scaffali della Biblioteca della città in cui vivo). Non riesco a togliermi dalla testa i sei racconti, che nel frattempo ho acquistato. Di tanto in tanto sfoglio il libro … che meraviglia la sua scrittura poco convenzionale, che meraviglia la sua ragnatela di storie, finzioni, destini. È un libro denso e ricchissimo, che sto consigliando a tutti gli amici.

Di nuovo, “bravo!”, spero di poter leggere di lei nei prossimi tempi (in rete ho trovato anche “Johnny Tossi”, notevole)”.

Gli ho risposto e l’ho ringraziato. Ma non è facile trovare le parole per rispondere “grazie” a una mail così emozionante.

Città distrutte qualche mese dopo / il punto

Cosa è successo non lo so. Nel senso che le cause, le ragioni non le conosco. Non saprei spiegare perché Città distrutte sia passato da molti rifiuti editoriali ad altrettante, una volta pubblicato, critiche positive. Il perché, come ho scritto sopra, mi sfugge. Ma posso mettere insieme il tragitto evenemenziale. La catena dei fatti in superficie a partire da quella prima settimana di febbraio del 2012 in cui il libro, pubblicato da Gaffi, è apparso in libreria mentre già alcune decine di addetti ai lavori (critici, scrittori) lo stavano ricevendo.

Per la rassegna stampa completa rimando alla pagina sul sito e allo Storify. Mi limito a segnalare alcuni punti di svolta. La prima recensione autorevole è stata quella di Matteo Marchesini sul Foglio, a fine gennaio. Circa un mese dopo è arrivata la recensione di Daniele Giglioli su La Lettura / Corriere della Sera, che immagino abbia proposto il libro a una platea più ampia di quanto si potesse sperare fino a quel momento. In seguito sono apparse altre recensioni importanti (Guglielmi, Ferracuti, La Porta, Randall su Internazionale, fino al più recente De Mieri sul Domenicale del Sole 24 Ore). Continua a leggere “Città distrutte qualche mese dopo / il punto”

Con quel che costa oggi la benzina

9 – Con quel che costa oggi la benzina, l’unico che può permettersi la velocità è Usain Bolt.

8 – Con quel che costa oggi la benzina, #Conrad vince e perde nello stesso tempo. #lalineadombra #bonaccia #ferminelloceanoforever.

7 – Con quel che costa oggi la benzina, non aspettatevi troppe stelle cadenti.

6) Con quel che costa oggi la benzina, Cortázar aveva capito tutto: entra in una galleria a Buenos Aires, esce in una metro di Parigi #genio.

5) Con quel che costa oggi la benzina, stravince #Borges. Il suo Aleph non esiste e non c’è (max un’occhiata in cantina). Grosso risparmio.

4 – Con quel che costa oggi la benzina, altro che The Old Patagonian Express. Al limite un Latina-Formia. #Theroux perde, #Pennacchi vince.

3 – Con quel che costa oggi la benzina, non ti verrò mai a trovare amore mio, ma scriverò un romanzo epistolare (o al limite una mail).

2 – Con quel che costa oggi la benzina, vince la poetica di #Proust e #Onetti: letto, cuscini, carta e penna.

1 – Con quel che costa oggi la benzina, il nuovo #Kerouac e il nuovo #Chatwin se ne resterebbero a casa a scrivere romanzetti introspettivi.