Gli spagnoli encantados dalla biografia

Un bell’articolo del País. Dove si parla del genere biografico, della repulsione degli spagnoli per tale genere fino a oggi, della reticenza degli spagnoli per il vissuto privato, e delle traversie di Ian Gibson:

Según Ian Gibson, nacionalizado español, una sociedad necesita dos cosas para que el género biográfico pueda asentarse: estabilidad y curiosidad. Si hay 25 biografías distintas de Lord Byron, dice, es porque en los países anglosajones se ha dado un ambiente político y social que favorecía la investigación y la apertura. En España “ha primado la amnesia y la falta de interés real por los demás. Es un país que no escucha; todo el mundo quiere hablar, por eso hay tanto ruido”, dice en el fragor de tazas y cucharillas. “¿Qué español dedica cinco años a otro español?”. Así, el trabajo que no hicieron los españoles sobre sí mismos durante décadas lo tuvieron que hacer los extranjeros, dando lugar a ese fenómeno único en el mundo que es el hispanismo.

Placido Rizzotto

Questo video qui è un estratto da un documentario che mettemmo insieme con Carlo Ruggiero qualche anno fa. Veramente il doc lo fece tutto lui. Io ci misi solo una mezza idea e qualche domanda. Scendemmo in Sicilia e intervistammo lo storico Francesco Renda. Con l’aiuto dell’Aamod e di Guido Albonetti recuperammo materiali d’archivio da pelle d’oca (un Ignazio Buttitta che come un cantastorie spiega la mafia e la violenza in Sicilia). Andammo a Portella. Andammo a Corleone, dove Dino Paternostro ci spiegò come avevano ucciso Placido Rizzotto. Pasquale Scimeca ci concesse, con generosità, una scena del suo film su Rizzotto. Alla fine forse qualcosa riuscimmo a spiegare, su cosa voleva dire fare i sindacalisti in Sicilia negli anni 40 e 50, non in trincea contro la mafia ma già nella terra di nessuno.

Vendo software Veritas©

Vendo software Veritas©, da me inventato e brevettato. Compatibile con Windows (Vista, Xp, 7) iOs5, Linux. Il Cd contiene (semplici) istruzioni pdf.

Consente: ricostruzione del passato, proiezione di sé nel passato, verifica di fatti e asserzioni, connessione di cause a effetti, smascheramento di falsità, identikit biografici, descrizione di movimenti e vicende storiche collettive.

Massima età storica risalente: anno zero.

Consigliato per storici di professione o amatoriali. Utile per romanzieri e saggisti.

No perditempo.

August Landmesser, l’uomo che negò il saluto nazista

E’ il 1936. Nel cantiere di Amburgo s’inaugura una nave scuola della marina militare. Centinaia di operai tendono il braccio per il saluto nazista. August Landmesser no: lo stringe al petto insieme all’altro. Rifiuta l’Heil Hitler.

La foto è rispuntata su internet ma circolava già da tempo, insieme ad altri dettagli sulla storia (vedi Wikipediaqui). Ne scrivono il Washington Post ed El Mundo citando un blog giapponese che l’ha rilanciata sulla sua pagina Facebook. Landmesser fu identificato dalla figlia nel 1991. Era un operaio della Blohm & Voss.  Tra il 1931 e il 1935 militò nel partito nazista, perché trovare lavoro senza la tessera del partito era impossibile. Ma poi l’espulsero per aver sposato Irma Eckler, una ragazza ebrea.

Irma e August ebbero due figlie, Irene e Ingrid. August finì in carcere con l’accusa di avere disonorato la razza. Ne uscì solo nel 1941, in tempo perché lo arruolassero e si perdessero le sue tracce nella carneficina della Seconda guerra mondiale.

Sul conto di Irma, il Post scrive che fu rinchiusa in una prigione di Amburgo amministrata dalla Gestapo. Altro non si sa. Sopravvisse ai campi di sterminio? La risposta si può trovare nella storia di famiglia scritta dalla figlia Irene (che finì in orfanatrofio, mentre la sorella Ingrid fu affidata alla nonna): Die Vormundschaftsakte 1935-1958. Verfolgung einer Familie wegen “Rassenschande” : Dokumente und Berichte aus Hamburg.

Quanto ad August, se non avesse incontrato e amato l’ebrea Irma forse la sua storia sarebbe stata diversa. Forse sarebbe rimasto nazista. Forse avrebbe offerto il saluto nel porto di Amburgo, nel 1936. Ma non è andata così.