Un numero per cambiare vita

Uno sconosciuto, e da numero sconosciuto, mi lascia un messaggio in segreteria. Mi chiama “Giovanni”. Avvisa che è in città, insieme a Rosinella, e che ha un “immenso desiderio di rivedermi”. Anche Rosinella vuole vedermi. Per riprendere i vecchi discorsi, “rilanciare quel progetto e cambiare le nostre vite”. Una cosa che possiamo fare solo noi tre assieme. Per “cambiare tutto davvero”. Mi esorta a richiamare. Ma in fretta. Domani ripartono. Naturalmente non telefonerò. Non ho alcun numero da chiamare. E non sono Giovanni. Oggi le vite non cambiano. Mi dispiace per lo sconosciuto, per Rosinella e per Giovanni. E anche un po’ per me.

P.S. Se davvero volete cambiare la vostra vita, fate il numero giusto.

L’orologio russo, rosso, fermo della storia

orologio_russo

Nell’estate del 1990 andai a Berlino a studiare il tedesco e vedere cosa stava accadendo laggiù. Era la prima estate dopo il crollo del Muro, l’estate di Good Bye Lenin! Una domenica acquistai da un soldato russo, al mercatino della Porta di Brandeburgo, quest’orologio dal quadrante rosso che ora fotografo su uno sfondo rosso. I soldati dell’Armata Rossa vendevano di tutto, a Berlino, nell’estate del 1990. Quest’orologio dopo pochi giorni smise di funzionare. Si fermò. E io giù a elucubrare: “Lo vedi, è un simbolo. E’ la fine della storia”. Tutte stronzate. Era solo una patacca. La storia proseguì.