L’abominevole Callaghan, #usa2012

Clint è tutto tranne che un fascio. Ma questa estate ho rivisto un episodio dell’abominevole Callaghan davvero sconcertante. La trama. Un gruppo di terroristi semina odio e morte a San Francisco. Sono assassini sanguinari guidati da un reduce del Vietnam (primo campanello d’allarme). A una prima impressione, non gliene frega niente della politica. Sequestrano il sindaco, lo portano ad Alcatraz e chiedono soldi. Però (c’è sempre un però) uno di loro, guarda caso, sta con un gruppo di neri politicizzati. E una di loro, guarda caso, frequenta una parrocchia di Mission (quartiere ispanico) guidata da un prete che sembra uscito dalla TdL di Gutiérrez.
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Torture argentine 2012

General Güemes. La busta di plastica, il secchio d’acqua per fare il sottomarino. Torture vecchio stile nel nord dell’Argentina, in un territorio di “transizione” tra l’altopiano andino e le pianure a coltivazione di canna da zucchero – dove i rapporti di forza e violenza sono duri a morire. Il virus del torturatore non ha ancora trovato né vaccino, né cura. La notizia e il video li ho trovati sul Manifesto, che racconta la storia qui.

Sciopero generale della sintesi

Avviso agli utenti: a causa delle gravi difficoltà economiche, sociali, politiche ed esistenziali del presente, la sintesi entra in sciopero generale. Da oggi in poi nessuna tesi e nessuna antitesi produrranno più alcuna sintesi. Saranno garantiti solo i servizi pubblici essenziali nell’area tetica e dell’antiteto.

Innocenza perduta (Falcone, Borsellino)

Esclusi lutti familiari e privati, la peggior cosa che mi sia capitata nella vita sono le stragi di Capaci e Via D’Amelio. Avevo 23 anni. Non ricordo di aver provato un’angoscia e un dolore maggiori. Esclusi lutti familiari e privati. La morte di quei due giudici e di chi era al loro fianco mi scaraventò per terra dal piedistallo sul quale m’ero ingenuamente avventurato, mi tolse la parola, la fiducia e la speranza.

Nel tempo che va dall’euforia per il crollo del Muro all’illusione rigeneratrice (e forse superficiale) per un ceto dirigente italiano incartapecorito che sull’asse Milano-Roma veniva spazzato via per le sue debolezze affaristiche, mentre sull’asse Roma-Palermo un drappello di giudici mostrava all’Italia che la mafia si può combattere e vincere, mi ero formato una convinzione candida che il Paese si stesse finalmente riscattando e rigenerando. Continua a leggere “Innocenza perduta (Falcone, Borsellino)”