Clint è tutto tranne che un fascio. Ma questa estate ho rivisto un episodio dell’abominevole Callaghan davvero sconcertante. La trama. Un gruppo di terroristi semina odio e morte a San Francisco. Sono assassini sanguinari guidati da un reduce del Vietnam (primo campanello d’allarme). A una prima impressione, non gliene frega niente della politica. Sequestrano il sindaco, lo portano ad Alcatraz e chiedono soldi. Però (c’è sempre un però) uno di loro, guarda caso, sta con un gruppo di neri politicizzati. E una di loro, guarda caso, frequenta una parrocchia di Mission (quartiere ispanico) guidata da un prete che sembra uscito dalla TdL di Gutiérrez.
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Categoria: WHAT’S LEFT
Torture argentine 2012
General Güemes. La busta di plastica, il secchio d’acqua per fare il sottomarino. Torture vecchio stile nel nord dell’Argentina, in un territorio di “transizione” tra l’altopiano andino e le pianure a coltivazione di canna da zucchero – dove i rapporti di forza e violenza sono duri a morire. Il virus del torturatore non ha ancora trovato né vaccino, né cura. La notizia e il video li ho trovati sul Manifesto, che racconta la storia qui.
Sciopero generale della sintesi
Avviso agli utenti: a causa delle gravi difficoltà economiche, sociali, politiche ed esistenziali del presente, la sintesi entra in sciopero generale. Da oggi in poi nessuna tesi e nessuna antitesi produrranno più alcuna sintesi. Saranno garantiti solo i servizi pubblici essenziali nell’area tetica e dell’antiteto.
Innocenza perduta (Falcone, Borsellino)
Esclusi lutti familiari e privati, la peggior cosa che mi sia capitata nella vita sono le stragi di Capaci e Via D’Amelio. Avevo 23 anni. Non ricordo di aver provato un’angoscia e un dolore maggiori. Esclusi lutti familiari e privati. La morte di quei due giudici e di chi era al loro fianco mi scaraventò per terra dal piedistallo sul quale m’ero ingenuamente avventurato, mi tolse la parola, la fiducia e la speranza.
Nel tempo che va dall’euforia per il crollo del Muro all’illusione rigeneratrice (e forse superficiale) per un ceto dirigente italiano incartapecorito che sull’asse Milano-Roma veniva spazzato via per le sue debolezze affaristiche, mentre sull’asse Roma-Palermo un drappello di giudici mostrava all’Italia che la mafia si può combattere e vincere, mi ero formato una convinzione candida che il Paese si stesse finalmente riscattando e rigenerando. Continua a leggere “Innocenza perduta (Falcone, Borsellino)”
