La rappresentazione del lavoro

Visto che malauguratamente, disgraziatamente e infelicemente nessuno più vuole macchine costruite dagli italiani, bulloni forgiati dagli italiani e abiti cuciti dagli italiani, potremmo trasformare tutto questo lavoro che nessuno più desidera (a cominciare dagli italiani che non lo acquistano, non lo pagano, non lo assumono, non lo commissionano) in una rappresentazione del lavoro. Portare il mondo del lavoro italiano sotto la supervisione dell’Ente teatrale italiano, dare al lavoro la forma di una sceneggiatura. La messinscena della costruzione di un’auto, di milioni di auto che nessuno guiderà. La simulazione della tessitura d’un abito che nessuno indosserà. L’allestimento di una catena di montaggio. La scenografia di una fonderia. Continua a leggere “La rappresentazione del lavoro”

Gli attori di Hollywood e la destra. To be or not to be?

Federico Rampini nel suo blog iscrive Clint Eastwood nella lista dei grandi reazionari di Hollywood, facendolo precedere da John Wayne Ronald Reagan Charlton Heston. Però il rapporto tra Hollywood e politica, o tra attori americani e politica, è talmente controverso che non solo le nostre categorie europee fascismo/antifascismo non riescono a comprenderlo, ma neanche con un più moderno approccio bipolarista ci si capirebbe qualcosa. Reagan ad esempio era democratico e pro Roosevelt, poi per paranoia anticomunista si convertì al maccartismo e anzì lo guidò come presidente del sindacato attori. Il resto è storia nota: la California, il massacro di Berkeley (fu Reagan a mandare la polizia nel campus), la Casa Bianca. Continua a leggere “Gli attori di Hollywood e la destra. To be or not to be?”