Diego Wilchen

Il Cordobazo. 29 maggio 1969. Fonte: Wikipedia
Il Cordobazo. 29 maggio 1969. Fonte: Wikipedia

Il cucciolo già mostra l’infrangibile Wilchen. Otterrà, per spezzarlo, amore e, per deluderlo, seguito. Nelle sue parole bellezza. Carisma persino sui denti e le labbra, e dai contorni degli occhi. Dilapidare carisma. Sperperare traguardi. Fiondare orizzonti nel bosco come si perde una palla da golf. Smarrire destini politici, la rivoluzione del noi, come l’abito che l’adolescente trascura. La trasandatezza del germoglio. Il rampollo che cresce spietato. La noncuranza per quel che resta in tasca. L’imperativo di procedere, agire, convincere, decidere.

(Stati di grazia, il Saggiatore 2014, Diego Wilchen non più, p. 103).

Stati di grazia: un [mio] romanzo di racconti

Ho aperto su questo sito una pagina dedicata a Stati di grazia (il Saggiatore), il [mio] romanzo che esce alla fine del mese, il 27 febbraio 2014. La pagina ospita materiale introduttivo al libro, alla storia, ai personaggi. Le fantasticherie: anch’esse sono materia e materiale del libro, e della pagina. Il contesto delle immagini (alcune bellissime, che ho trovato; altre scattate da me) dov’è nata l’idea di scrivere e scriverne: terra, miniere, lavori, daffare, operosità, infanzia, vecchiaia, Sicilia, Argentina, Roma, canne da zucchero, uniformi, dittatori. Il testo, anzi i testi: brevi intro ai luoghi e ai personaggi.

[Accidenti, ho usato il termine “romanzo”! Come ci sono arrivato? Come ci sono entrato? Ne avrò il diritto? Ma insomma il mio desiderio era questo: che Stati di grazia fosse un romanzo di racconti; e il mio impegno è stato conseguente.]

Stati di grazia

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Il processo Condor a Roma

Venerdì 11 ottobre si tiene a Roma l’udienza preliminare del processo Condor. Il Piano Condor è l’accordo di cooperazione poliziesca tra le dittature sudamericane per la repressione delle libertà civili e politiche in America Latina. Un’operazione terroristica internazionale (dal terrorismo di Stato al terrorismo sovranazionale) che coinvolse sette paesi sudamericani negli anni ’70. Una centrale di regia tra i regimi di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay gestiva la repressione politica e sociale e coordinava i sequestri di persona, la tortura, l’omicidio degli oppositori alle dittature.

Il processo italiano è l’esito di oltre dieci anni di indagini condotte dal procuratore aggiunto della Repubblica Giancarlo Capaldo. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 35 imputati: due cittadini boliviani, 12 cileni, 4 peruviani e 17 uruguaiani per il loro coinvolgimento nell’omicidio di 23 cittadini italiani tra il 1973 e il 1978. L’appuntamento è al Tribunale di Roma, piazzale Clodio, per un’altra tappa nella battaglia di verità e giustizia.

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