Insalata di mele e sedano (Raymond Carver «Cattedrale»)

«Alzò un coperchio e tolse una pentola dai fornelli. Versò del sugo rosso in una scodella e la mise in tavola. Tolse i coperchi dalle altre pentole e controllò che tutto fosse a puntino. In tavola c’erano prosciutto al forno, patate dolci, purè di patate, fagiolini, pannocchie, insalata. Il pane di Fran faceva bella mostra di sé accanto al prosciutto». A tavola si bevono acqua e latte. Prima di cominciare a mangiare, Bud china la testa e mormora una preghiera. Fran a Jack sono a cena a casa di Bud e di Olla. Jack e Bud sono colleghi d’ufficio. Prima…

Le torte dei «Pranzi d’autore» prendono vita

Al Festival Un Fiume di Storie, mentre raccontavamo i Pranzi d’autore di mia madre, sono comparse alcune torte ispirate alle ricette del libro: la torta di frutta secca di Oblomov, la torta di mele dai Triangoli imperfetti di Edith Wharton, la torta tropicale da Il risveglio di Kate Chopin. L’ultima è la mia preferita. Il boccone sul tovagliolo di carta è per me. → Da un po’ di tempo pubblico sul blog le ricette tratte da un vecchio libro di mia madre. Chi vuol sapere perché lo sto facendo, può leggere qui.

Torta ripiena di frutta secca (Ivàn Gončarov, «Oblomov»)

Un’altra mattinata persa: non si è lavato, non ha steso il progetto, non ha scritto all’ispravnik né al governatore né al padrone di casa; non ha controllato i conti, non ha dato il denaro. Forse l’altro, pensa Oblomov, avrebbe fatto tutto questo: “L’altro, l’altro… Ma che cos’è questo altro?” L’altro non vive in vestaglia; e poi esce, si muove, conosce, vuole sapere, vuole vivere. Preso dal panico, Oblomov mormora “ma io non sono l’altro“. Rimane steso a letto, però sfiorato “dalla dolorosa percezione che in lui fosse racchiuso, come in una tomba, un principio buono e luminoso, ormai forse già…

La ricetta del soufflé al rum (Katherine Mansfield «Psicologia»)

E’ all’ora del tè che l’uomo e la donna (protagonisti del racconto Psicologia della Mansfield) si incontrano: nel salotto di lei che mette su il bollitore. Lui si toglie il cappotto. E si siede («Era deliziosa, questa faccenda del tè – e lei aveva sempre tante cose da mangiare: piccole tartine piccanti, biscottini di mandorle dolci, e una torta scura, succulenta che sapeva di rum – ma era sempre un’interruzione»). Lei taglia la torta e dice: «Mangiala con immaginazione. Rotea gli occhi, se puoi, e gustala dal profumo. Non è una tartina tolta dal sacchetto del cappellaio, è il tipo di…