Una mail da un lettore

Domenica mattina ho trovato in posta elettronica questa lettera. La invia un lettore che mi aveva già scritto a suo tempo su Città distrutte. L’ho ringraziato e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla, omettendo il suo nome e dove risiede.

«Buongiorno Davide. Forse si ricorda di me, le scrivo da…, mi complimentai con lei per il fantastico “Città distrutte“, libro che mi è entrato nel cuore – ma forse è meglio dire nella carne – e che ad ogni lettura, anche casuale, anche di singole frasi, mi regala vertigini. Ora ho letto di questo suo nuovo “Stati di grazia“, e non sto più nella pelle. Partiamo bene, già mi piace la copertina. Già mi piacciono le foto. Già mi piace la struttura labirintica della presentazione che ne fa – oh, croce e delizia dei collegamenti ipertestuali! sempre con la sensazione di non aver letto tutto, che qualcosa sia sfuggito, una foto, una frase, un commento. Leggere le sue pagine è un po’ come partecipare ad una caccia al tesoro – impareggiabile. Le auguro di cuore che il libro venga ben accolto».

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Stati di grazia: un [mio] romanzo di racconti

Ho aperto su questo sito una pagina dedicata a Stati di grazia (il Saggiatore), il [mio] romanzo che esce alla fine del mese, il 27 febbraio 2014. La pagina ospita materiale introduttivo al libro, alla storia, ai personaggi. Le fantasticherie: anch’esse sono materia e materiale del libro, e della pagina. Il contesto delle immagini (alcune bellissime, che ho trovato; altre scattate da me) dov’è nata l’idea di scrivere e scriverne: terra, miniere, lavori, daffare, operosità, infanzia, vecchiaia, Sicilia, Argentina, Roma, canne da zucchero, uniformi, dittatori. Il testo, anzi i testi: brevi intro ai luoghi e ai personaggi.

[Accidenti, ho usato il termine “romanzo”! Come ci sono arrivato? Come ci sono entrato? Ne avrò il diritto? Ma insomma il mio desiderio era questo: che Stati di grazia fosse un romanzo di racconti; e il mio impegno è stato conseguente.]

Stati di grazia

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Piccolo spunto su Minotauro e minatore

Germinale

Per distrazione delle connessioni del mondo non mi ero mai accorto che “Minotauro” e “minatore” fossero vocaboli quasi identici. Eppure non hanno, che io sappia, alcuna affinità etimologica.

Minotauro: (mostro attore di mostruosità e sacrifici) il toro minoico, Μινώ – ταυρος.

Minatore: (vittima di un lavoro spesso mostruoso) “che fa mine, che travaglia alle mine” (1764), dal francese “mine” (1314) che riprende il gallico “meina”, ‘metallo naturale, greggio’. (Cortellazzo-Zolli,Dizionario Etimologico della lingua italiana, Zanichelli, Bologna 1992, p. 757).

Due estranei, col sangue e l’origine diversa, che si ritrovano in un nome quasi gemello; e nello stesso ambiente: il labirinto…

PROSEGUE SU NAZIONE INDIANA.