La cassaforte del fascismo

Estratto dal diario di D.O., Londra, 25 settembre 1925

“Arriva da Parigi, mittente anonimo (ma è Tirsi di sicuro) e staffetta elusiva, l’elenco completo dei finanziatori del fascismo dal 1921 al marzo di quest’anno. Ci sono tutti i nomi: industriali, agrari, massoni, aziende pubbliche e private, bottegai, conti, principi, avvocati, notai, cantieri navali, cartiere, geometri e cavalieri, concerie e saponerie, bottonifici, editori, armatori.

Accanto a ogni nome le lire versate. Trascrivo a caso: Acquedotto di Palermo: 2000 lire, Società italiana per la fabbricazione dell’alluminio: 1000 lire, Banca agricola milanese: 1000 lire, Banca Bergamasca: 10.000 lire, Banca nazionale di Credito: molteplici versamenti da 10.000 e 45.000 lire. E tante altre banche, troppe. Rusconi: 500 lire, Piaggio: 2000 lire, Brioschi: 2000 lire, Armatori Riuniti: 1000 lire, Istituto romano beni stabili: 100.000 lire, Calzaturificio Bernina: 500 lire, Industria bottoni Binda, Milano: 500 lire, Birrerie meridionali: 1500 lire.

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Videla e gli italiani. Intervista a Giovanni Miglioli

La notizia dell’ergastolo a Jorge Videla merita un brindisi, ma anche una riflessione sul rapporto tra Italia e Argentina negli anni della Giunta (1976-1983) e sulle migliaia di italiani che morirono sotto la dittatura. In questo breve video del 2006 una mia intervista a Giovanni Miglioli, militante antifascista in Argentina e poi esule in Italia, il quale ricostruisce gli eventi.

Il cardinale Ruffo è silenzioso e accigliato

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(Il sanfedista Ruffo in un ritratto di Wilhelm von Humboldt)

“ (…) Poco tempo fa ho avuto un colloquio con il famoso cardinale Ruffo [Fabrizio Dionigi Ruffo], colui che ha condotto la guerra contro gli insorti e i francesi a Napoli. È un vero peccato che questa campagna militare finisca sepolta nell’oblio. Nell’intera storia dei nostri tempi nessun’altra potrebbe dare un’immagine più vivida ed espressiva, simile a quelle che troviamo in Tucidide, di una guerra civile.

(…) Prima su un mulo, poi su un cavallo bianco turco, e sempre in testa alla sua piccola armata, Ruffo ha attraversato il paese dalla punta più estrema della Calabria fino a Napoli. È partito dalla Sicilia con cinque persone e a mano a mano la compagnia è cresciuta fino a circa un migliaio, un nucleo al quale si aggiungevano altri, se necessari, in singole spedizioni. Continua a leggere “Il cardinale Ruffo è silenzioso e accigliato”