Inizia il processo Montesi, nessuno sa come andrà a finire

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Dall’archeologia di A.O. : “Il processo Montesi comincia oggi, e noi non sappiamo come andrà a finire. L’attuale società italiana è così fatta, che tutto in realtà può succedervi”. Continua a leggere “Inizia il processo Montesi, nessuno sa come andrà a finire”

Un sogno #3

Sulla scorza – di un VHS – senza colore come certi fenomeni – del sogno, del ricordo o del passato – appare – Riccardo Schicchi – seduto sullo sgabello – serio – la giacca, la camicia, la cravatta – da uomo Facis – presenta – la fanciulla Jeanne Cară – seduta sullo sgabello – sfrontata – Jeanne spazzola la cipria sugli occhi – da sinistra verso destra – e indietro – ma non chiude le palpebre – Jeanne guarda – qualcosa o qualcuno – un orizzonte – col disprezzo per il bisogno proprio e altrui – non necessitosa – contenta della spazzola – attrice del proprio esilio – e Schicchi: «Oggi ricomincia» – «una carriera interrotta» – «gli inizi e le promesse» – «il lutto» – «il dolore» –  «ma adesso» – «Jeanne riparte» – «che la vita abbia inizio».

(Questo mio sogno nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2013)

Un sogno #2

Un uomo – da una carrozza bianca – immerso nel profumo che maschera – i corpi non lavati – del passato – o forse del sogno – annuncia – malinconicamente – a una donna – che è finita – nell’avorio – dei loro vestiti – delle piume e dei ventagli – nell’oro dei bottoni e delle corde che stringono – l’uniforme – nel verde – scuro – della foresta – al crepuscolo – quest’uomo – si sporge – dalla carrozza – dal finestrino – attraverso il labbro e dai baffi – e: Addio – separiamoci – spezziamoci – farò di tutto per non dimenticarti – farò di tutto per non ricordarti.

(Questo mio sogno nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2013)

Ladri di biciclette, Vittorio De Sica ringrazia Alfredo Orecchio per la sua recensione (1948)

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24 novembre 1948. Vittorio De Sica ringrazia mio padre Alfredo Orecchio (alias Pietro Migliorisi) per l’articolo su Ladri di biciclette uscito sul Messaggero. Seguirà un altro biglietto di ringraziamento nel 1949. Un messaggio che sembra trasmettere riconoscenza genuina. Ma stupirsi sarebbe anacronistico. Oggi De Sica e il suo film appartengono alla storia della cultura mondiale. In quell’autunno del ’48, invece, chissà quanti dubbi, quante paure e incertezze nel presentare un film così radicalmente diverso e innovativo. La recensione di mio padre – immagino – avrà contribuito ad alimentare la confidenza di De Sica nella sua arte e nel cammino intrapreso.  Continua a leggere “Ladri di biciclette, Vittorio De Sica ringrazia Alfredo Orecchio per la sua recensione (1948)”