Romanzo e storia in Italia: su «Lo Straniero» la parola agli scrittori

Lo Straniero
La copertina nel numero 168

Sul numero di giugno 2014 de «Lo Straniero» (168) si parla di romanzo e storia recente («I nostri ieri»). La rivista diretta da Goffredo Fofi ha inviato a un drappello di scrittori la seguente «sollecitazione»:

«Cari amici, ci colpisce molto che la migliore letteratura italiana recente – anzitutto quella di questi mesi – senta il bisogno di tornare alla storia del nostro paese, come sfondo o come oggetto di evocazioni solide, socialmente ed eticamente determinate, e ben documentate. È una letteratura che si interroga sul “da dove veniamo” per capire “chi siamo”, attraverso vicende in cui privato e pubblico si intrecciano in modi diversi a seconda delle scelte di ciascun autore, ma pur sempre su uno sfondo di dilemmi che sono importanti per tutti, su eventi e contraddizioni che hanno finito per condizionare il nostro presente.

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Lo sbarco in Normandia visto da un soldato tedesco

Che effetto fa trovarsi chiusi in un bunker ad Arromanches, dalla parte sbagliata dell’umanità, all’alba dello sbarco in Normandia?
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www.memorial-caen.fr
www.musee-arromanches.fr

Il tempo ama i propri figli

«Il tempo confluisce nell’uomo e nel suo regno, vi si annida e poi passa, si dilegua, ma l’uomo e il regno restano… Il regno c’è ancora, il suo tempo è passato… L’uomo c’è ancora, il suo tempo è svanito. Ma dove? C’è un uomo che respira, che pensa e piange, ma il suo tempo, quel tempo che apparteneva solo a lui se n’è andato, è volato via, scivolato via. Mentre l’uomo resta.

Non c’è niente di peggio dell’essere figliastri del proprio tempo. Non c’è sorte peggiore di chi vive un tempo non suo. Li riconosci subito: negli uffici del personale, nei comitati di partito, nelle sezioni politiche dell’esercito, nelle redazioni dei giornali, per strada… Il tempo ama soltanto chi ha generato, ama i propri figli, i propri eroi, i propri operai. Mai potrà amare i figli del passato, così come le donne non amano gli eroi di tempi oramai andati e le matrigne non amano i figli altrui.

Così è il tempo: tutto passa, lui resta. Tutto resta, il tempo passa. E com’è lieve e silenzioso il suo fluire. Ieri eri ancora sicuro, allegro, forte, figlio del tempo. Oggi un altro tempo è arrivato, ma tu non lo sai ancora.»

Vasilij Grossman, Vita e destino, traduzione di Claudia Zonghetti, Adelphi.

Ci vediamo a «Una marina di libri»

marina
Dal 6 all’8 giugno torna Una marina di libri, il festival dell’editoria indipendente a Palermo. La manifestazione avrà luogo nella sede della Gam – Galleria d’Arte Moderna di Palermo, situata nel complesso di Sant’Anna alla Misericordia. Di seguito gli appuntamenti ai quali parteciperò (il programma completo si trova sul sito linkato sopra).
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Sabato 7 giugno
Ore 18:00 – Cortile Bonet
Presentazione dell’antologia La Terra della prosa. I 30 esordi italiani più interessanti dagli anni 0 ad oggi, a cura di Andrea Cortellessa. L’orma Editore. Intervengono: Emanuele Trevi, Davide Orecchio.
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Ore 19:00 – Sala Conferenze GAM
Dibattito. La narrazione della storia, modalità e tendenze contemporanee. Intervengono: Tommaso Baris (ricercatore Storia contemporanea, Università di Palermo), Davide Orecchio (scrittore), Vanessa Roghi (storica del tempo presente – Rai Tre). A cura del festival Una marina di libri. Coordina: Matteo Di Figlia (ricercatore Storia contemporanea, Università di Palermo).
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Domenica 8 giugno
Ore 11:00 – Cortile Bonet
Presentazione del libro Stati di grazia, di Davide Orecchio, Il Saggiatore. Interviene: Eleonora Lombardo.