Romanzo e storia in Italia: su «Lo Straniero» la parola agli scrittori

Sul numero di giugno 2014 de «Lo Straniero» (168) si parla di romanzo e storia recente («I nostri ieri»). La rivista diretta da Goffredo Fofi ha inviato a un drappello di scrittori la seguente «sollecitazione»: «Cari amici, ci colpisce molto che la migliore letteratura italiana recente – anzitutto quella di questi mesi – senta il bisogno di tornare alla storia del nostro paese, come sfondo o come oggetto di evocazioni solide, socialmente ed eticamente determinate, e ben documentate. È una letteratura che si interroga sul “da dove veniamo” per capire “chi siamo”, attraverso vicende in cui privato e pubblico si…

Angelo Ferracuti, Alias/il Manifesto, su Stati di grazia

Su Alias del 27 aprile Angelo Ferracuti dedica a Stati di grazia un articolo bello e (per me molto) importante: «… Quello che col­pi­sce in que­sto libro, oltre al com­plesso mon­tag­gio dei materiali nar­ra­tivi, la cui appen­dice rende merito di una biblio­gra­fia pre­sunta, riguarda i molti regi­stri e varia­zioni tim­bri­che, una visione corale polifonica. La lin­gua è molto ela­bo­rata, frutto di un lavoro, di una ricerca let­te­ra­ria assai rari negli scrit­tori della gene­ra­zione di Orec­chio: sem­pre densa, ricca, piena di sim­boli, ma anche corporale, sen­so­riale, fatta di odori e sapori…» QUI LA RECENSIONE COMPLETA (spoiler)

«Se Berlusconi scrivesse poesie» (Luigi Di Ruscio, 2007)

Credo che fosse il 2007. Luigi Di Ruscio venne a Roma per presentare il suo volume di Poesie operaie (Ediesse). Un giorno di primavera alla Casa delle Letterature. L’accompagnava il suo Angelo “custode” Ferracuti. Intervistai Di Ruscio per il video qui sotto, realizzato da Carlo Ruggiero. Fu amore a prima vista per l’uomo, la sua ironia, la sua lingua. A un certo punto ci disse, suppergiù: “Mi sono posto il compito di essere poeta e basta, non poeta operaio. Ma certo la vita che ho fatto mi ha modificato. Non potrei scrivere poesie come un direttore di banca. Oppure, che…

Angelo Ferracuti recensisce Città distrutte

Sull’Indice dei libri del mese di aprile, a pagina 23, è apparsa una bellissima recensione di Città distrutte a firma di Angelo Ferracuti: “La biografia non ha mai avuto una grande fortuna nel nostro paese, ma forse in una sta­gione di profonda crisi della fiction, dove gli scrittori esplorano territori di scrittura altra, come per esempio il reportage nelle sue tante forme, o l’autobiografia sciupata e tradita dall’invenzione, torna come forma letteraria capace di sorprenderci, darci quel surplus di realtà, di senso, di profondità conoscitiva che molti romanzi commercialmente ben confezionati, o esordi ano­ressici ridotti a merci da banco del supermercato, da anni…