Su “404: file not found”

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404: file not found pubblica una bella recensione a Stati di grazia, firmata da Silvia Costantino. Qui uno stralcio:

«è un romanzo vorace, che continuamente mastica tratti di realtà e la risputa nella forma più dolorosa possibile, e ci aggiunge di volta in volta pezzi di realtà ulteriore, momenti scatenanti che aprono squarci e varchi, e più che illuminare folgorano, in modo talvolta crudele (…) È una trama immane, basata però su una struttura semplicissima, come si diceva fatta di rimandi e echi che riverberano nelle storie e, soprattutto, nella lingua. Gli scrittori capaci di tale potenza icastica, in Italia, sono pochi, gli scrittori capaci di scrivere una pagina intera di elenco senza perdere un grammo di forza sono forse ancora meno. Quello che sconvolge, del romanzo di Davide Orecchio e della sua lingua, è che c’è tutto».

Qui l’articolo integrale.

Su Doppiozero

Su Doppiozero è uscita una segnalazione di Stati di grazia, a firma di Astrea e Céladon.

doppiozero

«Lavora di alternanze la scrittura di Davide Orecchio, ora leggera quasi impalpabile, ora densa e struggente. Un romanzo, Stati di grazia, fatto da mille rivoli relazionali, da storie alternate e multiple che più che intrecciarsi si sovrappongono in un continuo dosaggio d’intensità. Non c’è fiato, non c’è spazio per la fuga: Orecchio, al suo primo romanzo, contiene in questa macchina felice le storie dei suoi protagonisti in un viaggio attraverso la Sicilia degli anni Cinquanta fino alla violenza della dittatura Argentina. Rischioso e affascinante proprio perché fortemente letterario, Stati di grazia si pone al centro della narrativa italiana contemporanea con tutto il suo imprevedibile equilibrio danzante di parole e storie le une sempre intrise nelle altre, nulla può essere lasciato per strada, perché nulla è prevedibile come la vita di Paride Sanchis giovane maestro elementare.

(…)

Storia di un Novecento possente e trascinante, Stati di grazia ha la volubilità di un tempo psichico indecifrabile e frastagliato, agitato e mosso, un tempo tanto rabbioso quanto contenuto, delicato. Davide Orecchio convince con un romanzo che fa a meno dei cliché postmoderni per lavorare di forbici e territorio, raccontando una delle miriadi di storie italiane del Novecento attraverso la sensibilità della nostra epoca – sempre veloce – e con l’ausilio del corpo vivo di mille altre piccole storie mai minori.»

Una nota di Andrea Cortellessa su Città distrutte

Andrea Cortellessa pubblica una nota critica su Città distrutte, sul numero di gennaio-marzo 2014 del trimestrale svizzero Galatea. European magazine.

«Non necessariamente la non-fiction riduce lo spazio dell’invenzione sino a schiacciarlo. Il più sorprendente caso letterario del 2012 è il libro d’esordio di Davide Orecchio (Città distrutte. Sei biografie infedeli, Gaffi, pp. 239, € 15,50): cui il tam-tam ha procurato lettori entusiasti e premi importanti, sino a venire persino ristampato (caso più unico che raro, nel campo dell’odierna ricerca letteraria).»

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Giuseppe Giglio, FuoriAsse, su Stati di grazia

Su FuoriAsse, 11, aprile 2014, Giuseppe Giglio recensisce Stati di grazia (SPOILER):

«Si era capito subito, con il folgorante esordio del pluripremiato Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi, 2012), che Davide Orecchio fosse un narratore di felice immaginazione. Ed è tanto più felice, quell’immaginazione, se si pensa alle radici dello scrittore romano (che affondano in un fertile humus storico), alla sua capacità di tradire gli eterogenei materiali d’archivio compulsati per inventare personaggi più veri della realtà stessa. Sotto la lente della letteratura: di quella finzione che smaschera altre finzioni, che svela destini che la Storia nasconde, che dà nuova vita a memorie distorte, oltraggiate, violentate.

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