Un’intervista a cura di Mario Schiavone, sul sito Inkistolio
«Ti andrebbe di dirci come -e dove- prendi appunti per le tue storie?…»
Uno scrittore
Un’intervista a cura di Mario Schiavone, sul sito Inkistolio
«Ti andrebbe di dirci come -e dove- prendi appunti per le tue storie?…»
«Cavolo, sono morto!»
«Lo vedo. Ma chi ti ha ucciso?»
«Un lettore disincantato. Ha voltato pagina e sono morto.»
(Dal Dialogo con uno scrittore incantato, morto)
Ho un amico che pubblica status – col lucchetto – per leggerli – solo lui e poi – di quando in quando – mostrarli – a me – sulla bacheca speculare – nel penitenziario dell’iPad – Forte – gli dico – Solo per i tuoi occhi – I tuoi segreti digitali – e questo succede laggiù – o lassù – non so bene a quale altezza – di Facebook – perché il mio amico – ha sigillato anche – le distanze.
24 novembre 1948. Vittorio De Sica ringrazia mio padre Alfredo Orecchio (alias Pietro Migliorisi) per l’articolo su Ladri di biciclette uscito sul Messaggero. Seguirà un altro biglietto di ringraziamento nel 1949. Un messaggio che sembra trasmettere riconoscenza genuina. Ma stupirsi sarebbe anacronistico. Oggi De Sica e il suo film appartengono alla storia della cultura mondiale. In quell’autunno del ’48, invece, chissà quanti dubbi, quante paure e incertezze nel presentare un film così radicalmente diverso e innovativo. La recensione di mio padre – immagino – avrà contribuito ad alimentare la confidenza di De Sica nella sua arte e nel cammino intrapreso. Continua a leggere “Ladri di biciclette, Vittorio De Sica ringrazia Alfredo Orecchio per la sua recensione (1948)” →