Sogno #1

Ho sognato che stavo a New York anni 80. Forse Hell’s Kitchen. Alle prese con un gruppo di teppisti. Dalla mia stanza, scostando la tenda, li vedo che provano a rubare un’auto. Vedo un messicano enorme: gli faccio cenno di andarsene. Poi per la follia del sogno esco in strada e loro m’inseguono. Il messicano mi blocca da dietro e solleva. Di fronte, un nero o portoricano mi riempe di pugni. Arriva la polizia e spara al capo, Peter Falk giovane, molto giovane, che muore dissanguato in un sottoscala piangendo e chiamando la fidanzata. Lo so, non è un sogno politically correct, ma ieri ho mangiato pesante.

Festivàl. Un colloquio con Filippo La Porta

Come si evince dal post precedente, sono stato a Lucera. Ospite del Festival della letteratura mediterranea. Ho fatto qualche domanda a Filippo La Porta nel corso di un colloquio a due. Siamo partiti dai suoi ultimi libri (Meno letteratura, per favore!, e Un’idea dell’Italia) per capire che scenario si è raffigurato La Porta della letteratura italiana odierna. Abbiamo parlato di libri e letture necessarie, di ebook, blog e rete.
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