Compagnia dei miei sogni

Compagnia dei miei sogni

Si dorme. Entri in scena la compagnia che rappresenta i miei sogni. In un teatro di provincia della psiche, ed è notte. Palco e sedili sono di sughero. Il sipario è di carta di riso. Il primattore è il suggeritore. Il regista vende i biglietti. I personaggi appariranno stonati, sfocati. Non loro. Loro. Non il mio gatto. Il mio gatto. Non l’amica, la madre, il padre. L’amica, la madre, il padre. La piccola compagnia non s’immedesima né strania, piuttosto usa il metodo dell’impaludarsi. Gli attori anche sono di sughero. Gli abiti di scena son sugherati. Gli attori in realtà sono di soia. È noto che la soia è doppiogiochista. La soia è capace di sembrare un hamburger (non è un hamburger). Nella periferia dei teatri dei sogni, dov’è in scena il mio sogno, la soia è il gatto, l’amica, il padre, la madre. Ma la soia non è il gatto e non è il padre. Materna non sarà mai, la soia. Sospetto che il primattore, il suggeritore, sia di sushi; il più falso dei cibi. Non puoi impersonare mio padre col riso, le alghe, il mirin, il salmone. Mio padre era crudo, ma non così crudo. Così la compagnia si condanna indigeribile alla periferia dei teatri dei sogni. Continua a leggere “Compagnia dei miei sogni”

Storia di una copertina (Frank Zappa, Neon Park)

Park

Maurizio Ceccato, su Nazione Indiana, racconta la collaborazione tra Frank Zappa e Neon Park per la cover del disco Weasels Ripped My Flesh.

«Il titolo viene da un articolo apparso nel 1956 su una rivista maschile, “Man’s Life”, che Zappa mostra a Park. La copertina raffigura un ragazzo che si trova a torso nudo in uno stagno d’acqua brulicante di donnole, tutte arrampicate su di lui mentre lo mordono e gli squarciano la pelle. Così Zappa disse: “Questo è quanto. Cosa si può fare peggio di così?”».

Qui l’articolo integrale (un’incursione nella musica, le immagini e la grafica di quegli anni).