Povero Silvio D’Arzo

Silvio D’Arzo propose Casa d’altri a Einaudi e Cesare Pavese lo rifiutò con queste parole: «Non m’interessa affatto. A morte». Povero Silvio D’Arzo, povero Pavese e poveri noi. (La vicenda è raccontata da G. Carlo Ferretti in Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 a oggi, Bruno Mondadori, 2012, pp. 234. Io l’ho scoperta grazie alla recensione di Flavio Santi su Gli Altri).

Mi scrive un lettore di Città distrutte

“Buonasera Davide

Sono un impiegato, sono un lettore.

Le faccio i complimenti per il suo bellissimo libro, che mi è capitato tra le mani alcune settimane fa (devo ringraziare i sorprendenti scaffali della Biblioteca della città in cui vivo). Non riesco a togliermi dalla testa i sei racconti, che nel frattempo ho acquistato. Di tanto in tanto sfoglio il libro … che meraviglia la sua scrittura poco convenzionale, che meraviglia la sua ragnatela di storie, finzioni, destini. È un libro denso e ricchissimo, che sto consigliando a tutti gli amici.

Di nuovo, “bravo!”, spero di poter leggere di lei nei prossimi tempi (in rete ho trovato anche “Johnny Tossi”, notevole)”.

Gli ho risposto e l’ho ringraziato. Ma non è facile trovare le parole per rispondere “grazie” a una mail così emozionante.