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Povero Silvio D’Arzo
Silvio D’Arzo propose Casa d’altri a Einaudi e Cesare Pavese lo rifiutò con queste parole: «Non m’interessa affatto. A morte». Povero Silvio D’Arzo, povero Pavese e poveri noi. (La vicenda è raccontata da G. Carlo Ferretti in Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 a oggi, Bruno Mondadori, 2012, pp. 234. Io l’ho scoperta grazie alla recensione di Flavio Santi su Gli Altri).
Il 26 ottobre a Perugia

Mi scrive un lettore di Città distrutte
“Buonasera Davide
Sono un impiegato, sono un lettore.
Le faccio i complimenti per il suo bellissimo libro, che mi è capitato tra le mani alcune settimane fa (devo ringraziare i sorprendenti scaffali della Biblioteca della città in cui vivo). Non riesco a togliermi dalla testa i sei racconti, che nel frattempo ho acquistato. Di tanto in tanto sfoglio il libro … che meraviglia la sua scrittura poco convenzionale, che meraviglia la sua ragnatela di storie, finzioni, destini. È un libro denso e ricchissimo, che sto consigliando a tutti gli amici.
Di nuovo, “bravo!”, spero di poter leggere di lei nei prossimi tempi (in rete ho trovato anche “Johnny Tossi”, notevole)”.
Gli ho risposto e l’ho ringraziato. Ma non è facile trovare le parole per rispondere “grazie” a una mail così emozionante.
