Cupo come Dresda d’inverno

Durante un tramonto viola come la carta d’identità di un agente dell’Nkvd, passai ancora una volta la Cortina di Ferro. Ogni volta che lei aveva un orgasmo, la sua bocca gli ricordava una piccola finestra ovale del Teatro Kirov per la quale un tempo nutriva sentimenti d’affetto. Dopotutto, uno dei piaceri più alti della vita è leggere un libro di bellezza perfetta, ancora più piacevole è rileggere il libro; più piacevole di tutto è darlo alla persona che ami. Ero orfano del sole come Dresda d’inverno. [da William T. Vollmann, Europe Central, Viking Press 2005, traduz. mia]

Nascerà un altro Bob Dylan?

L’anno cinque del novecento nel porto sul Mar Nero di Odessa nacque un papavero nero, i suoi treti col sapore di odio, quando si scatena un’isteria di pogrom antisemiti e Zigman Zimmerman decise che non ne può più, l’impero russo l’impoverisce e lo lincia, Zigman pensò primum vivere, s’imbarca su una nave, cerca rifugio in un nuovo paese, incontrò muri?, fili spinati?, forse, ma non così irresistibili, non così invalicabili da impedirgli di scendere negli Stati Uniti d’America, e Zimmerman emigra nella città di Duluth, e prese a lavorare come ambulante nel Minnesota, e riparava le scarpe, e creò una famiglia,…

Frammenti dall’autobiografismo del Novecento

«Non parlerei di un autobiografismo dell’anteguerra e di uno del dopoguerra, ma di un autobiografismo dell’uomo della società vecchia e di uno dell’uomo della società nuova che si può trovare oggi nelle testimonianze autobiografiche». «La letteratura del comunismo, che ha puntato tutto sulla carta del romanzo, tra cent’anni ricorderà forse di quest’epoca non romanzi ma soprattutto opere autobiografiche, diari, epistolari». Italo Calvino, Questioni di realismo, «Tempo presente», a. II., n. 11, novembre 1957, p. 881. [ È un brano citato da molti. Ad esempio da Paolo Spriano (Le passioni di un decennio: 1946-1956, Garzanti 1986) e da Giovanni De Luna…

Argentina 1976. Storia del Golpe

Da Giovanni Miglioli (a cura di), Desaparecidos. La sentenza italiana contro i militari argentini, manifestolibri, Roma 2001, pp. 149-153. Tra il 1930 ed il 1983 si ebbe in media un colpo di stato ogni dieci anni «Negli anni tra il 1976 ed il 1983, ad opera di una dittatura militare, si consumò la più brutale tragedia della storia argentina, concretatasi in un vero e proprio genocidio. Tra il 1930 ed il 1983, in Argentina, si avvicendarono governi militari in numero superiore a quelli scelti con il voto popolare e si ebbe in media un colpo di stato ogni dieci anni. Il primo…

Non potevamo

«Le leggi erano assai severe. Se eravamo ancora in età scolastica non avremmo potuto frequentare le scuole. E se fossimo stati insegnanti di ogni ordine e grado, non avremmo potuto più insegnare. Non avremmo potuto fare i giornalisti. Se fossimo stati scrittori o commediografi o musicisti i nostri libri non sarebbero stati stampati, né le commedie rappresentate, né le nostre composizioni eseguite. Anche se avessimo trovato l’anima gemella in una giovane non ebrea, non l‘avremmo potuta sposare. […] Non potevamo possedere un apparecchio radio. Se avessimo avuto il telefono il nostro nome non sarebbe stato incluso nell’elenco degli abbonati, se…

La morte di Stalin e un Borghese non adesivo

«L’agonia fu terribile e si svolse sotto gli occhi di tutti. All’ultimo momento mio padre aprì gli occhi e girò lo sguardo su tutti i presenti. Fu uno sguardo spaventoso, quasi folle, pieno del terrore che gli ispiravano la morte e i volti sconosciuti dei medici che gli si affollavano intorno. E in quello stesso momento egli sollevò la mano sinistra (che poteva ancora muovere) per indicare qualcosa in alto o forse per minacciarci tutti. Fu un gesto incomprensibile e terribile che non so capire, ma che non posso dimenticare. Conteneva una minaccia, ma non sappiamo a chi fosse rivolta… L’attimo…