Non potevamo

«Le leggi erano assai severe. Se eravamo ancora in età scolastica non avremmo potuto frequentare le scuole. E se fossimo stati insegnanti di ogni ordine e grado, non avremmo potuto più insegnare. Non avremmo potuto fare i giornalisti. Se fossimo stati scrittori o commediografi o musicisti i nostri libri non sarebbero stati stampati, né le commedie rappresentate, né le nostre composizioni eseguite. Anche se avessimo trovato l’anima gemella in una giovane non ebrea, non l‘avremmo potuta sposare. […] Non potevamo possedere un apparecchio radio. Se avessimo avuto il telefono il nostro nome non sarebbe stato incluso nell’elenco degli abbonati, se…

La morte di Stalin e un Borghese non adesivo

«L’agonia fu terribile e si svolse sotto gli occhi di tutti. All’ultimo momento mio padre aprì gli occhi e girò lo sguardo su tutti i presenti. Fu uno sguardo spaventoso, quasi folle, pieno del terrore che gli ispiravano la morte e i volti sconosciuti dei medici che gli si affollavano intorno. E in quello stesso momento egli sollevò la mano sinistra (che poteva ancora muovere) per indicare qualcosa in alto o forse per minacciarci tutti. Fu un gesto incomprensibile e terribile che non so capire, ma che non posso dimenticare. Conteneva una minaccia, ma non sappiamo a chi fosse rivolta… L’attimo…

L’unica cosa buona del fascismo è che genera antifascismo

Nulla sembra cambiato, la vita resiste. La biblioteca di storia resiste, è come vent’anni fa, salvo la novità di tessere magnetiche e richieste via intranet. Ci sono tornato a causa del mio piccolo viaggio e ho preso in mano un’autobiografia in forma di diario firmata da Fidia Gambetti (Gli anni che scottano, 1967, nuova ediz. Mursia 1995). Il libro sta nel Fondo Ajello. Annoto anche in pubblico due o tre passaggi. Temi: a lezione di antifascismo dal fascismo, la storia si ripete. Ruggero Zangrandi nel 1967, tre anni prima di suicidarsi, nella prefazione alle memorie di Gambetti (p. VIII) descrive l’esperienza…

1944, viaggio in Sicilia

Pagina99 in edicola questa settimana (2 gennaio 2016) pubblica un mio racconto. È un viaggio in Sicilia, nel 1944. Tra gli americani, i separatisti, i latifondisti, i morti di fame e la mafia: il viaggiatore era mio padre. Non aveva ancora trent’anni. Tornava nella sua isola per raccontarla e lo fece in un libro che è Febbre in Sicilia (1945). Sono tornato in Sicilia anche io con questo racconto del racconto di un viaggio. La storia s’intitola “Il mondo è un’arancia coi vermi dentro”. Se ci leggerete: buona lettura. [ In questo momento sono a Palermo. Dalla finestra vedo un vicolo: Ora…

Scrittori in tempo di guerra: Achmatova, Apollinaire

Anna Achmatova In ricordo del 19 luglio 1914 Siamo invecchiati di cento anni e questo è accaduto in un solo attimo: era già finita la breve estate, il corpo delle pianure arate fumigava. A un tratto divenne luccicante la strada tranquilla, si alzò il pianto, suonando con suono argentino, mi coprii il volto e pregai Dio di farmi morire prima della battaglia. Dalla memoria, come un peso ora superfluo, sparirono le ombre dei canti e delle passioni. A lei fatta deserta ordinò l’Onnipotente di essere il libro tremendo delle notizie più atroci. Da: Sočinenija (Opere), trad. E. Bazzarelli, in Mario Schettini…

Antonio Gramsci ritratto da Victor Serge

«Antonio Gramsci viveva a Vienna da emigrato laborioso e bohémien, tardi a letto la notte, tardi levato il mattino, militando con il Comitato illegale del PC d’Italia. Portava una testa pesante dalla fronte alta e larga, dalla bocca sottile, su un corpo gracile, quadrato di spalle e spezzato in avanti, da gobbo. Le sue mani gracili e fini avevano un fascino nel gestire. Inetto nel trantran dell’esistenza quotidiana, facile a perdersi la sera in strade che pure gli erano familiari, a prendere un tram per un altro, noncurante della comodità del giaciglio e della qualità del pasto, era intelligentemente di…