«Qualcosa sulla terra» libro del giorno a Fahrenheit

L’anno è iniziato bene. Oggi “Qualcosa sulla terra”, Industria e Letteratura, è stato libro del giorno a Fahrenheit Rai Radio3. Ringrazio molto Loredana Lipperini e la redazione di Fahrenheit per l’ospitalità.
È un piccolo racconto al quale forse tengo più di quanto sembri.

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«Pranzi d’autore» va alla Rai

Immagino che mia madre si sarebbe divertita molto a illustrare, assieme alla conduttrice Serena Bortone, questa tavola di piatti ricavati dal suo libro: Pranzi d’autore. Le ricette della grande letteratura, minimum fax. È una proposta di cena natalizia offerta dalla trasmissione Oggi è un altro giorno (dal minuto 1:20:19). Ho fatto del mio meglio per sostituire mia madre. Poi ci ho infilato anche un selfie stupidino. Ed ecco il menu. Sono stati preparati seguendo fedelmente le ricette:

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«La Lettura» recensisce «Qualcosa sulla terra»

Una bellissima recensione di Nicola H. Cosentino, che ringrazio per aver dedicato tempo e parole al mio racconto Qualcosa sulla terra, Industria e Letteratura.

È uscita ieri su “La Lettura”.

“Ora, che cosa sia questo «esistere» intraducibile, a metà fra «partorire», «riscattare» e «amare», è il cuore di “Qualcosa sulla terra” (e forse della poetica di Orecchio in generale). Si parta dal titolo: viene da una poesia, “Madre, madre”, citata in esergo, di Paul Celan, e si presta a molte interpretazioni. Celan scrive: «Fare qualcosa,/ qualcosa fare,/ nell’alto, nel/ basso,/ qualcosa, sulla terra». Il «qualcosa», per Orecchio, sembra proprio questo «esistere» transitivo: amare per conto dei personaggi, farsi carico della memoria degli altri […]”.

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L’8 dicembre la presentazione di Pranzi d’autore

Appuntamento a Più libri Più liberi, a Roma, ore 17, con Agnese Pagliarini e Francesca Pellas.

11.12.2022:
Appena entrato nella sala della presentazione, ho visto il “cavaliere” col nome di mia madre. C’erano poi una bottiglia d’acqua e un bicchiere pronti per lei, per dissetarsi. E accanto il suo libro. Un errore a suo modo felice, questo tavolo apparecchiato in attesa dell’autrice Oretta Bongarzoni (1939-1995). Subito mi sono seduto in quel posto, dietro quel nome, senza pensarci troppo. Le mie compagne di presentazione, Agnese Pagliarini e Francesca Pellas, mi hanno spiegato gentilmente che era meglio spostarsi più al centro. E così ho fatto. Ma, insomma, è andato tutto bene, direi. Ed ecco che abbiamo un nuovo ricordo.