Silvina Ocampo nella sua vecchiaia

La scrittrice Silvina Ocampo, compagna di Bioy Casares e amica di Borges (sebbene da lui, a torto, non del tutto stimata), in un giorno della sua vecchiaia prese in mano un libro di racconti e leggendolo se ne innamorò.

A un signore che passava di lì, un vecchio amico che Silvina non aveva riconosciuto, proponendo di leggergliene un brano chiese:

“Conosci questo libro? È bellissimo. Mi piacerebbe sapere chi l’ha scritto”.

L’amico conosceva bene il libro. S’intitolava Autobiografía de Irene. L’amico ne conosceva anche l’autrice: si chiamava Silvina Ocampo ed era seduta davanti a lui.

A quasi novant’anni l’Alzheimer le aveva sottratto la memoria dei suoi libri, ma non il piacere di leggerli*.
* L’episodio è riportato con altre e migliori parole da Alberto Manguel in Con Borges, Editorial Norma, Bogotá 2003, p. 72.

Convincere un gatto a non votare Berlusconi

Ci risiamo. La legislatura (dicunt) è quasi spacciata, le elezioni anticipate si avvicinano e gli animali domestici non hanno ancora il diritto di voto. Due anni fa sollevai la questione (LEGGI QUI) senza che il mio appello trovasse ascolto. Non ci torno sopra. Preferisco immaginare che quel diritto sia stato concesso. Preferisco immaginarmi nel tentativo non semplice di convincere un gatto a NON votare Berlusconi.

Perché i gatti votano a destra. Perché i gatti pensano di essere “naturalmente” di destra. Ma forse si sbagliano.  Continua a leggere “Convincere un gatto a non votare Berlusconi”

Videla e gli italiani. Intervista a Giovanni Miglioli

La notizia dell’ergastolo a Jorge Videla merita un brindisi, ma anche una riflessione sul rapporto tra Italia e Argentina negli anni della Giunta (1976-1983) e sulle migliaia di italiani che morirono sotto la dittatura. In questo breve video del 2006 una mia intervista a Giovanni Miglioli, militante antifascista in Argentina e poi esule in Italia, il quale ricostruisce gli eventi.

Il cardinale Ruffo è silenzioso e accigliato

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(Il sanfedista Ruffo in un ritratto di Wilhelm von Humboldt)

“ (…) Poco tempo fa ho avuto un colloquio con il famoso cardinale Ruffo [Fabrizio Dionigi Ruffo], colui che ha condotto la guerra contro gli insorti e i francesi a Napoli. È un vero peccato che questa campagna militare finisca sepolta nell’oblio. Nell’intera storia dei nostri tempi nessun’altra potrebbe dare un’immagine più vivida ed espressiva, simile a quelle che troviamo in Tucidide, di una guerra civile.

(…) Prima su un mulo, poi su un cavallo bianco turco, e sempre in testa alla sua piccola armata, Ruffo ha attraversato il paese dalla punta più estrema della Calabria fino a Napoli. È partito dalla Sicilia con cinque persone e a mano a mano la compagnia è cresciuta fino a circa un migliaio, un nucleo al quale si aggiungevano altri, se necessari, in singole spedizioni. Continua a leggere “Il cardinale Ruffo è silenzioso e accigliato”