I pranzi d’autore di mia madre

A chi possa interessare.

Vent’anni fa, mentre andava morendo, mia madre raccoglieva ricette. Dalle sue carte e dai libri (all’epoca Google non c’era) si spargeva per casa il sapore immaginato – con l’odore – dell’omelette di Tabucchi, del pane all’uvetta di Maupassant, dei krapfen di E.M. Forster. Stanava pietanze da romanzi, memoriali, racconti. Aveva il progetto, mia madre, di un matrimonio; ossia di sposare letteratura e cucina. Mentre moriva. Mentre il primo medico disse: è il mediàstino, di là passa il respiro, la voce, anche il cibo; è l’autostrada del corpo, signora, dove ora il suo tumore cresce. Mentre il secondo medico disse: non è operabile; non è compatibile con la vita, signora, operare. Mentre il terzo medico disse: è curabile (e sorrideva), forse guaribile (senza sorriso).

Mentre moriva. Raccoglieva ricette. Mia madre. Dalle sue carte, dai libri, dagli scaffali di biblioteche romane. Si votava al libro dei Pranzi d’autore. Lei lo chiamava il mio piccolo libro, il mio libro-sfizio di madre avariata. Sapeva bene che aveva fatto di più. Sapeva di correre il rischio della donna/ricette/cucina/cliché. Ma lei che aveva fatto di più, ora aveva bisogno di questo. Mia madre. Mentre andava morendo. Componeva l’indice dei piatti che non avrebbe mangiato né cucinato.

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Oretta Bongarzoni, breve nota biografica

Oretta Bongarzoni, Roma 1939 – Roma 1995. Laureata in filosofia. Giornalista. Dal 1965 al 1983 redattrice di «Paese Sera».
Tra le sue pubblicazioni: diversi saggi su «Nuovi Argomenti», il racconto in versi Mezzo cervello e mezzo pedale sulla rivista «Periodo ipotetico» (1967); la Guida alle case celebri, Zanichelli 1985; la prefazione a Leonardo Sinisgalli, Furor mathematicus, Ponte alle Grazie 1992; Pranzi d’autore. Le ricette della grande letteratura, (Editori Riuniti 1994), nuova edizione minimum fax 2022.

145 manifestazioni nella DDR (Cronache del Muro #5)

Porta di Brandeburgo
Porta di Brandeburgo

23 ottobre 1989. Oltre 300 mila persone scendono in piazza a Lipsia. Decine di migliaia protestano per le strade di Halle, Dresda, Berlino, Magdeburgo, Schwerin e Zwickau. Il giorno dopo nel Politbüro della Sed si torna a discutere il progetto di legge per il diritto di espatrio dei cittadini della DDR.
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26-30 ottobre 1989. Il ministero per la Sicurezza della DDR (la Stasi) calcola 145 manifestazioni in quattro giorni nelle città principali della Germania Est. Hanno partecipato oltre 540 mila persone. Il 27 ottobre il consiglio di Stato concede l’amnistia a tutti gli espatriati e a chi ha partecipato alle manifestazioni. Dal 1 novembre si riaprono i confini con la Cecoslovacchia: i cittadini della DDR muniti di passaporto potranno varcarli.
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Fonti:
www.ddr-im-www.de/Geschichte/1989.htm (link morto, 17.3.2019)
www.chronik-der-mauer.de

Zuppa di mais (João Guimarães Rosa, «Corpo di ballo»)

La vita nel sertão brasiliano, che è il vero protagonista dei romanzi e dei racconti di Guimarães Rosa, è povera e rigidamente sottomessa al caos del destino. Il luogo in cui vive Miguilim (protagonista del racconto omonimo) con il padre, la madre, i fratelli e la nonna, è sperduto in un avvallamento fra gli altipiani. Un luogo di siccità e di piogge che durano mesi («Ahi, che posto triste», esclama spesso la madre).

Certo, è sottilissimo il confine che separa la vita della natura da quella degli uomini: i pavimenti sono uguali ai sentieri, i tetti uguali al fogliame degli alberi; e per un taglio al piede, Dito, il fratello di Miguilim, muore di tetano. Miguilim non vede bene e, grazie al dottor José Lourenzo, scopre il miracolo degli occhiali. Ma sarà durissimo seguire poi il dottore in città, per andare un po’ a scuola e imparare un mestiere.

La mamma mette nella borsa di Miguilim gallina con la farofa, per nutrirsi durante il viaggio; e biscotti croccanti. Ma la farofa non sarà buona come quella mangiata tante altre volte; o come quella di cui parlava il bovaro Jé. Né vi sarà, in città, la zuppa di Siarlinda. «Siarlinda era molto buona, fece granturco bollito con latte e formaggio, per Miguilim. Il bovaro Jé verso sera passò di lì, mangiò anche lui granturco col latte».

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ZUPPA DI MAIS, Brasile 1950.
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Ingredienti
6 pannocchie di mais (o una scatola da un chilo)
mezzo litro di brodo
mezzo litro di latte
50 grammi di burro
un cucchiaio di fecola
sale, pepe
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Bollire le pannocchie, sgranare e tritare il mais, unire il latte e passare il tutto. Sciogliere questo amalgama nel brodo e cuocere per 15 minuti. Aggiungere il burro mescolato con la fecola. Condire con sale e pepe, far cuocere ancora per 5-10 minuti, fino a quando il potage è diventato cremoso.

(Da Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore, Editori Riuniti 1994, pp. 56-58).
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Miguilim è pubblicato in Italia da Feltrinelli.


AGGIORNAMENTO, 18/11/2022

Torna in libreria Pranzi d’autore, grazie a minimum fax. Una nuova edizione delle ricette letterarie di Oretta Bongarzoni. Di Pranzi d’autore ho scritto così tanto, su questo sito, che non riesco ad aggiungere altro. Sono felice di avere trovato un editore che lo riproponesse. Voglio solo festeggiare.