Il nonno ha comprato una casa in campagna che ha le pareti colme di musi. Di cervi, cinghiali, lepri, lupi: musi. Lei allora gli chiede da dove vengano e il nonno, perplesso: Forse erano cervi volanti, cinghiali volanti, lepri e lupi volanti; forse volavano di notte e non hanno visto la casa, e si sono incagliati quaggiù, qua dentro. Che vuoi che ti dica, mi hanno fatto un buon prezzo.
E lei: Anche gufi, pipistrelli e civette volano di notte, ma non hanno sbattuto contro la casa. Il loro muso non c’è.
Perché volano meglio, obietta il nonno, mentre i cervi volano distrattamente, i cinghiali con irruenza, le lepri guardandosi le spalle, e i lupi con la bocca aperta e non vedono nulla.
Per questo si sono incagliati, perché volavano male?
Sì.
E tu, come voli?
Categoria: Leggere/Scrivere
“Storia aperta” nella dozzina del Premio Strega
Che “Storia aperta” sia stato selezionato nella dozzina del Premio Strega è notizia (per me inaspettata) di ieri, 31 marzo, dunque non è un pesce d’aprile. Sono grato al Comitato direttivo per averlo candidato, a Martina Testa per averlo segnalato al Premio, all’editore Bompiani per averlo pubblicato e a Giulia Pietrosanti, la mia agente, per il sostegno al mio lavoro.
Continua a leggere ““Storia aperta” nella dozzina del Premio Strega”Un Dio con l’Alzheimer
«… si rende conto che, se nessuno ricorda, allora tutto è possibile. Se nessuno ricorda diventa equivalente a Se Dio non esiste. Se Dio non esiste, dice Dostoevskij, allora tutto è possibile. Dio si rivelerà nient’altro che una grande memoria immagazzinata. Memoria dei peccati. Una nuvola con infiniti megabyte. Un Dio che dimentica, un Dio con l’Alzheimer ci esonererebbe da tutti i nostri obblighi. Senza memoria, nessun crimine».
Georgi Gospodinov, Cronorifugio, Voland 2021, pp. 71-72, traduzione di Giuseppe Dell’Agata.

“Storia aperta” finalista al Premio Bergamo
Storia aperta è stato selezionato nella cinquina del Premio Bergamo. Queste le motivazioni del comitato scientifico, composto da Andrea Cortellessa, Silvia De Laude, Angelo Guglielmi e Michele Mari:
Continua a leggere ““Storia aperta” finalista al Premio Bergamo”Davide Orecchio fa i conti con la storia collettiva e con quella personale in Storia aperta (Bompiani 2021), un romanzo che chiude una parabola aperta dieci anni prima con il libro d’esordio, Città distrutte (2011), e proseguita con la raccolta Mio padre la rivoluzione (2017), già finalista al Premio Bergamo 2018. A segnare la continuità di questo percorso è la tecnica narrativa, che attinge ad archivi reali e fittizi per comporre un racconto che si muove in un terreno sospeso tra storia e fantasia; ma anche lo stile, estremamente figurato, ritmato, a tratti addirittura lirico; e soprattutto il soggetto, la vita di Pietro Migliorisi, alter ego del padre dell’autore, affacciatosi già nelle raccolte precedenti e ora raccontato con l’ampiezza di un grande romanzo storico e biografico. Seguendo le traiettorie impossibili di una biografia che talvolta si biforca, procedendo simultaneamente in direzioni contrapposte, questo romanzo racconta la storia di un’intera nazione, quella di un’Italia che è stata fascista e comunista, bellicista e pacifista, morale e immorale, pudica e sfacciata. Una storia che, per essere fedele fino in fondo, non può fare a meno di lasciare aperte le più aspre contraddizioni.
