Mariupol nel corso del tempo

1919

«Una sera Matilda e Tonja stanno alla finestra e parlano sottovoce. Di nuovo manca la corrente e nella stanza arde solo la fiamma vacillante di una lampada a petrolio. Da lontano si odono degli spari. “Pregate, bambini”, dice Matilda “pregate che non vengano gli uomini cattivi”. […] Poco dopo qualcuno cerca di sfondare la porta di casa. È di quercia massicia, ma la violenza dei colpi non lascia dubbi sul fatto che i cardini non terranno. Matilda apre. Due uomini in abiti civili, armati di fucili, baionette e pistole, si precipitano dentro. Bestemmiando aggrediscono Matilda e pretendono soldi, oro, brillanti. Matilda afferma di non avere più niente, giura che le hanno già portato via tutto, ma naturalmente non le credono. Gli uomini mettono sottosopra la casa, in cantina aprono le conserve con le baionette, convinti che vi si nascondano dei tesori. Non trovando nulla, si arrabbiano sempre più. “Dormite, bambini, dormite” dice alla fine uno di loro, e ordina a Matilda di mettersi al muro. Poi le punta contro la pistola. Matilda non dice una parola, non grida, non si ribella, si limita ad avvolgersi in uno scialle di lana, si accosta alla parete e guarda oltre le teste degli uomini, in lontananza.

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Un Dio con l’Alzheimer

«… si rende conto che, se nessuno ricorda, allora tutto è possibile. Se nessuno ricorda diventa equivalente a Se Dio non esiste. Se Dio non esiste, dice Dostoevskij, allora tutto è possibile. Dio si rivelerà nient’altro che una grande memoria immagazzinata. Memoria dei peccati. Una nuvola con infiniti megabyte. Un Dio che dimentica, un Dio con l’Alzheimer ci esonererebbe da tutti i nostri obblighi. Senza memoria, nessun crimine».

Georgi Gospodinov, Cronorifugio, Voland 2021, pp. 71-72, traduzione di Giuseppe Dell’Agata.

Come si scrive la recensione di un film

Mario Missiroli, 1948

“La prego di essere un po’ più succinto nelle sue recensioni. E poi di evitare in modo assoluto i cappelli e le introduzioni. Incominci sempre così: la trama è questa. Vedrà che se ne troverà contento anche lei. Dopo la trama, faccia le osservazioni che vuole, ma sempre in termini succinti. Mi dia retta!”.