Citta distrutte compie il I anno di vita e lo festeggio con questa bella recensione di Emanuela D’Alessio uscita oggi su Via dei Serpenti. Domani sullo stesso sito esce anche un’intervista. Continua a leggere “Su viadeiserpenti.it”
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Le triglie fritte di Camus
Pochi giorni dopo la morte di sua madre è già domenica e Mersault (Lo straniero) fa una gita al mare con Raymond e Marie. Scendono sulla spiaggia alla periferia di Algeri, fanno il bagno e, a pranzo, Camus li racconta ospiti dell’amico Masson, presso il quale mangiano una frittura di pesce. Poche ore dopo Mersault ucciderà l’arabo («quattro colpi brevi bussati alla porta della sventura»). Chi volesse assaggiare le triglie fritte che Mersault mangiò quella domenica, si procuri gli ingredienti che seguono: 12 triglie piccole 50 grammi di farina Due limoni Due uova Sale, pepe 500 grammi di pomodori Aglio Olio
«Svuotare, pulire e asciugare le triglie, passarle nella farina e poi, rapidamente, nell’uovo battuto. Friggerle subito, fino a renderle dorate. Condire con sale e pepe. A parte versare olio in un tegame e cuocervi i pomodori spaccati in due e insaporiti con aglio tritato, sale, pepe. Servire sul piatto insieme a fette di limone, come contorno delle triglie.»

(Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore, “Triglie fritte all’algerina”, p. 11)

AGGIORNAMENTO, 18/11/2022
Torna in libreria Pranzi d’autore, grazie a minimum fax. Una nuova edizione delle ricette letterarie di Oretta Bongarzoni. Di Pranzi d’autore ho scritto così tanto, su questo sito, che non riesco ad aggiungere altro. Sono felice di avere trovato un editore che lo riproponesse. Voglio solo festeggiare.
Città innamorate
Escono ancora recensioni su Città distrutte, che tra poche settimane compie il primo anno di vita. Questa (molto bella) su Il Pickwick la firma Alessandro Toppi:
«Città distrutte. Sei biografie infedeli, di Davide Orecchio, si presenta in copertina con il capo di un palazzo in fase di declino mentre accanto, con moto leggerissimo, s’alza il bianco di una mongolfiera. Qualcosa crolla e, crollando, è destinato a farsi polvere e macerie e poi assenza e ricordo sbiadito e più sbiadito ancora mentre – nel contempo – dallo stesso luogo in cui avviene questa frana, che sa d’irrimediabile scomparsa fisica, altro si solleva: una nuova vita forse, forse la stessa vita ma con altra forma, volubile ed ariosa. Continua a leggere “Città innamorate”
Un libro da sballo

