Roma. Teatro Biblioteca Quarticciolo. Premio Strega 2022. L’incontro con Jana Karšaiová, autrice di “Divorzio di velluto” (Feltrinelli) e il sottoscritto, autore di Storia aperta (Bompiani). L’intervista è di Marino Sinibaldi.
La casa del nonno
Il nonno ha comprato una casa in campagna che ha le pareti colme di musi. Di cervi, cinghiali, lepri, lupi: musi. Lei allora gli chiede da dove vengano e il nonno, perplesso: Forse erano cervi volanti, cinghiali volanti, lepri e lupi volanti; forse volavano di notte e non hanno visto la casa, e si sono incagliati quaggiù, qua dentro. Che vuoi che ti dica, mi hanno fatto un buon prezzo.
E lei: Anche gufi, pipistrelli e civette volano di notte, ma non hanno sbattuto contro la casa. Il loro muso non c’è.
Perché volano meglio, obietta il nonno, mentre i cervi volano distrattamente, i cinghiali con irruenza, le lepri guardandosi le spalle, e i lupi con la bocca aperta e non vedono nulla.
Per questo si sono incagliati, perché volavano male?
Sì.
E tu, come voli?
“Storia aperta” nella dozzina del Premio Strega
Che “Storia aperta” sia stato selezionato nella dozzina del Premio Strega è notizia (per me inaspettata) di ieri, 31 marzo, dunque non è un pesce d’aprile. Sono grato al Comitato direttivo per averlo candidato, a Martina Testa per averlo segnalato al Premio, all’editore Bompiani per averlo pubblicato e a Giulia Pietrosanti, la mia agente, per il sostegno al mio lavoro.
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Io, figuriamoci, io, non so come né quando finirà questa terribile guerra, non ho idea di come alleviare le sofferenze che gli ucraini, invasi dai russi, patiscono, sono del tutto impotente, sono impotente persino di fronte alla fragilità di una signora ucraina che, al mio fianco, alla manifestazione per la pace di Roma, non smette di piangere, piange più forte delle parole pronunciate dal palco, più forte degli appelli al diritto e alla pace, più forte degli slogan contro Putin o contro la Nato, piange con tutta la forza che le offre il corpo, piange contro la guerra e contro la storia, eppure è inerme mentre un imbecille, col proprio smartphone, la fotografa.
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